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Crescono le esportazioni degli orologi Made in Switzerland

Nel 2018 il fatturato ha raggiunto 21,17 miliardi di franchi. Per il 2019 ci sono però segnali di rallentamento.

Le esportazioni di orologi svizzeri sono cresciute nel 2018. Il fatturato ha raggiunto 21,17 miliardi di franchi, pari a un aumento del 6,3% in termini nominali (non adeguato alle variazioni di prezzo) su un anno, ha annunciato oggi l’Amministrazione federale delle dogane (AFD). L’incremento è del 4,3% in termini reali (al netto dell’inflazione).

“Le esportazioni di orologi hanno raggiunto un risultato in linea con le previsioni”, si legge in una nota odierna della Federazione orologiera svizzera (FH). La crescita è stata particolarmente forte nella prima metà dell’anno (+10,6%), per poi rallentare al 2,3% nella seconda metà del 2018, soprattutto in Cina.

“Le incertezze a livello macroeconomico, commerciale e politico hanno influenzato l’evoluzione dell’industria, che ha dovuto confrontarsi anche con la concorrenza di altri prodotti di lusso o oggetti connessi”, sottolinea il comunicato.

Gli orologi da polso hanno rappresentato quasi il 95% delle esportazioni totali in termini di valore. Il fatturato ha raggiunto i 19,9 miliardi (+6,1%). I volumi sono invece diminuiti del 2,3% a 23,7 milioni di pezzi.

Le vendite di orologi sotto i 500 franchi sono scese (-5%). Per i pezzi più cari, i risultati sono stati molto positivi, con un +7,5% in valore e +8,1% in volume.

Nel dicembre scorso, le esportazioni di orologi hanno registrato il secondo calo mensile dell’anno, dopo quello di settembre (-2,8% a 1,6 miliardi). Il numero totale dei pezzi è calato del 10% per il terzo mese consecutivo. Flessioni sono state registrate sia in Cina (-10,1%) che in Europa (-5,8%).

Nel 2018, la crescita delle esportazioni di orologi svizzeri è stata trainata dall’Asia, che ha rappresentato oltre la metà del fatturato del settore (53%), con un aumento del 12,2%. L’America (+7,2%), guidata dagli Stati Uniti, ha assorbito il 14% delle esportazioni. L’Europa (-2,9%) rimane ancora un’importante opportunità di mercato con una quota di mercato del 31%.

In Asia, la Corea del Sud (+25,7%) ha registrato la ripresa più forte, seguita da Hong Kong (+19,1%). La Cina (+11,7%) ha subito un graduale rallentamento.

Gli Stati Uniti (+8,2%) sono tornati a crescere dopo tre anni di declino e hanno continuato ad accelerare il ritmo nel 2018.

I mercati in calo sono stati tutti in Europa, in particolare Regno Unito (-4,4%), Italia (-14,3%) e Spagna (-11,4%).

Per il 2019, la FH è prudente. “I segnali di rallentamento, gli indicatori economici e le incertezze che permangono giustificano un cauto ottimismo per il 2019. Le esportazioni dovrebbero continuare a crescere, ma in modo più misurato”.

 

Fonte: https: www.ticinonews.ch