
AGIE CHARMILLES SA
Indirizzo
Contatto
Informazioni
Mauro Fontana, membro
Alessandro Mas, Finanze e controlling
Rolando Hirsbrunner, Risorse umane e servizi
Erwin Merz, Sales Support
Adriano Nasciuti, Ricerca e sviluppo
Fondata nel 1954, AGIE compie un'opera pionieristica allorché, per la prima volta, produce impianti per la lavorazione elettroerosiva, inizialmente "a tuffo".
Nel 1965 amplia la propria offerta con degli impianti per l'alimentazione di corrente senza interruzione, fabbricazione poi scorporata dall'AGIE diventando la IMV Invertomatic Technology SA (ora GE Consumer Industrial SA) di Riazzino. Con il tempo nelle immediate vicinanze dell'impresa sorgono aziende fornitrici di piccole dimensioni. L'importanza per l'economia ticinese non è evidenziata solo da questo fatto, ma anche dalle possibilità che AGIE offre internamente per la formazione professionale ed il perfezionamento di apprendisti e collaboratori.
Nel 1969 AGIE introduce, come novità mondiale nella fabbricazione di utensili, il "taglio" per elettroerosione a comando numerico. Questo procedimento trova oggi ampio impiego ed è sempre più utilizzato in nuovi campi d'applicazione.
Dopo la tremenda alluvione del 1978 si dovette procedere alla ricostruzione dei reparti per la produzione e per la ricerca. All'inizio degli anni 90, totale rinnovamento della produzione e della ricerca con un investimento di ca. 50 milioni di franchi. Nel 1996, anno in cui il pacchetto azionario dell'AGIE è passato nelle mani della +GF+ Georg Fischer, è stato creato il Gruppo Agie Charmilles, leader mondiale nel campo dell'elettroerosione. Oltre ai siti di produzione in Svizzera (Losone, Ginevra e Sciaffusa), il Gruppo dispone di una fabbrica anche in Cina.
Nel 2000 il Gruppo ha acquisito il reparto di fresatrici ad alta velocità della Mikron (Nidau) e nel 2001 la System 3R, ditta produttrice di sistemi di fissaggio, sempre nuovi campi d'applicazione.
Nell’estate 2008 nasce da Agie, Charmilles e Mikron, il marchio +GF+ AgieCharmilles.
La grave crisi, iniziata alla fine del 2008, porta il gruppo a decidere di concentrare a Losone le attività produttive per l’elettroerosione in Svizzera.
Elettroerosione
L'elettroerosione è un processo di lavorazione di metalli con asportazione di materiale tramite processo elettrotermico. Per mezzo di impulsi di corrente elettrica in rapida successione sono generate scariche (scintille) tra l’utensile (l'elettrodo) e il pezzo da lavorare. Ciascuna di queste scariche fonde e fa evaporare, e di conseguenza asporta, una piccola parte del materiale del pezzo. Tra il pezzo e l'elettrodo circola un liquido (dielettrico) per il raffreddamento e l'isolamento. Contemporaneamente, esso facilita la rimozione del materiale asportato dall'intercapedine di lavoro. Gli impulsi di corrente sono forniti da un generatore sviluppato in casa. Essi possono essere adattati al tipo di materiale ed al tipo di lavorazione. Un comando numerico di proprio sviluppo controlla, misura, confronta e comanda il movimento dell'elettrodo che deve essere continuamente adattato all'avanzamento del lavoro.
AgieCharmilles sinonimo per l’elettroerosione
Erosione a tuffo
L'elettroerosione a tuffo riproduce in un pezzo metallico la forma di un utensile chiamato elettrodo.
Gli stampi ad iniezione per i pezzi in plastica sono lavorati molto spesso a tuffo.
La forma data all'elettrodo è quella che avrà l'oggetto stampato.
Nella zona di lavorazione ogni scarica crea un cratere nel pezzo (asportazione di materiale) e un impatto sull'utensile (usura dell'utensile elettrodo).
Non c'è mai un contatto meccanico tra l'elettrodo e il pezzo. L'elettrodo è molto spesso in rame o in grafite.
Microlavorazione
Per soddisfare le elevate esigenze delle applicazioni nel settore dei connettori, nonché nell'industria medica ed orologiera, dove i componenti devono essere miniaturizzati.
Lavorazione ad alta velocità
Il modulo Finitura veloce rispetta la precisione dei dettagli, consentendo di ottenere finiture di superficie fini e anche lucide (Ra ≤ 0.4µm) con omogeneità ineguagliata su superfici piccole e grandi.
Superfici fini
Ottenere brillantemente un'omogeneità scintillante su grandi superfici.
Elettroerosione a filo
L'elettroerosione a filo taglia un contorno programmato tramite un filo metallico (elettrodo). Le matrici di estrusione, i punzoni di taglio sono molto frequentemente lavorati a filo.
Nella zona di lavorazione ogni scarica crea un cratere nel pezzo (asportazione di materiale) e un impatto sul filo (usura dell'utensile-elettrodo). Il filo può inclinarsi consentendo così di creare pezzi con spoglie o con profili differenti nella parte superiore e inferiore del pezzo. Il filo è molto spesso in rame ricoperto o in ottone. Il filo ha un diametro tra 0.02 e 0.33 mm.
Microlavorazione
Aprire nuove opportunità per la lavorazione ad alta precisione di componenti miniaturizzati in diversi settori tecnologici, come l'industria aerospaziale, la difesa, gli strumenti medicali e i semiconduttori, che possono richiedere l’utilizzo di fili con diametri fino a 0.02 mm.
Massima precisione
Macchina in grado di offrire regolazioni inferiori al micron per produrre pezzi di estrema precisione e finiture di superfici nanometriche fino a RA 0.04 μm.
Lavorazione ad alta velocità
EDM a filo potente per soddisfare le esigenze della lavorazione ad alta velocità rispettando l'integrità della superficie.
Ideale per i pezzi grandi e complessi nella fabbricazione di stampi e pezzi per l'industria aerospaziale, medica e altri settori di produzione.
FORM 1000, 2000 HP, 3000 HP
FORM 200, 300
FO 350 MS, 550 M
AT Hyperspark 2 iQ
Sistemi per l'elettroerosione a filo:
CUT 1000 e CUT 1000 OilTech
AC Vertex 2, 3
AC Challenge V2, V3
AC Progress V2, V3, V4
FI 240 CCS, 440 CCS, 640 CCS
Data aggiornamento 12.07.2010




