Salario minimo cantonale

Le informazioni riportate di seguito sono da considerarsi provvisorie e si riferiscono esclusivamente al messaggio presentato dal Consiglio di Stato e che sarà discusso e votato dal Parlamento. Quanto proposto potrà pertanto variare anche sensibilmente rispetto alla situazione che si configurerà al  termine del processo legislativo e di eventuali ricorsi, referendum o iniziative seguenti. Le informazioni saranno costantemente aggiornate sulla base dell’evoluzione del procedimento legislativo.

 

14 Novembre 2017

Lo scorso 8 novembre il Consiglio di Stato del cantone Ticino ha presentato il messaggio concernente la Legge sul salario minimo, che ora sarà trattato dalla competente commissione del Gran Consiglio e successivamente discusso e votato dal Parlamento cantonale. La legge pertanto a questo stadio non è ancora definitiva.

A seguito della decisione parlamentare la legge cantonale potrà essere oggetto eventualmente di ricorsi di natura giuridica al Tribunale federale e di referendum davanti al popolo. Non si può escludere che venga pure lanciata un’iniziativa popolare per proporre un modello differente di salario minimo cantonale, ad esempio un salario minimo unico uguale per tutti.

Cosa prevede la Costituzione cantonale sul salario minimo

Nel mese di giugno del 2015 il popolo ticinese ha approvato un articolo costituzionale sui salari minimi. In sintesi esso prevede:

  • Il diritto di ogni persona a un salario minimo dignitoso
  • Se il salario minimo non è garantito da un contratto collettivo di lavoro (d’obbligatorietà generale o con un salario minimo obbligatorio), esso è stabilito dal Consiglio di Stato e corrisponde a una percentuale del salario mediano nazionale per mansione e settore economico interessati

Cosa prevede la proposta di Legge cantonale sul salario minimo

Sono sottoposti alla legge tutti i rapporti di lavoro, compresi quelli riguardanti i lavoratori interinali, che si svolgono abitualmente nel cantone Ticino. Sono esclusi i rapporti di lavoro che si svolgono solo in modo occasionale nel cantone Ticino. Il salario minimo lordo legale prevale sui contratti normali di lavoro con salari minimi inferiori. La proposta del Governo cantonale prevede innanzitutto di fissare salari minimi orari differenziati per settori economici. A questo proposito viene presa in considerazione la rilevazione svizzera della struttura dei salari pubblicata ogni due anni dall’Ufficio federale di statistica. Questa rilevazione presenta la mediana lorda mensile per rami economici secondo i codici NOGA (nomenclatura generale delle attività economiche).

Il Governo ticinese propone di fissare salari minimi orari lordi con una soglia inferiore di CHF 18.75 e una soglia superiore di CHF 19.25, secondo i settori economici.

A titolo di esempio, per un orario di lavoro settimanale di 41,5 ore (valore medio in Ticino nel 2016 della durata normale del lavoro nelle imprese), questi salari orari corrispondono ad un salario mensile (per 12 mensilità) di Fr. 3’372.00 al mese per la soglia inferiore (Fr. 18.75/ora) e Fr. 3’462.00 al mese per la soglia superiore (Fr. 19.25/ora). Per un orario di lavoro settimanale di 40 ore, invece, i salari mensili si attestano a Fr. 3’250.00 al mese per la soglia inferiore e Fr. 3’337.00 per la soglia superiore. All’interno della fascia 18.75 – 19.25 viene appunto calcolato il salario minimo orario lordo applicando la percentuale del 55 % alla mediana salariale nazionale per settore economico. In ogni caso il salario minimo è compreso tra la soglia inferiore e quella superiore.

I salari minimi non saranno applicati alle aziende e società che dispongono già di un contratto collettivo di lavoro con salari minimi obbligatori, anche qualora questi fossero inferiori ai valori compresi fra CHF 18.75 e CHF 19.25.
I salari minimi saranno adattati annualmente al rincaro, sia in positivo sia in negativo.
I contratti di lavoro devono essere adeguati entro tre anni dall’entrata in vigore della legge.

Alla fine del primo anno dall’entrata in vigore della legge il salario minimo lordo elargito a un lavoratore deve corrispondere almeno al 90 % del livello del salario minimo stabilito dal Consiglio di Stato.
Alla fine del secondo anno dall’entrata in vigore della legge il salario minimo lordo elargito a un lavoratore deve corrispondere almeno al 95 % del livello del salario minimo stabilito dal Consiglio di Stato.
Dopo un periodo di 4 anni il Consiglio di Stato valuterà l’impatto dell’introduzione del salario minimo sul mercato del lavoro ticinese.

La legge sul salario minimo non si applica:

  • Ai dipendenti degli enti pubblici i cui rapporti di lavoro sono retti dal diritto pubblico;
  • Agli apprendisti
  • Ai lavoratori con meno di 18 anni di età nel caso di lavori leggeri ai sensi dell’articolo 8 dell’ordinanza 5 concernente la legge sul lavoro del 28 settembre 2007
  • Ai giovani alla pari
  • Alle persone in stage e in formazione, purché quest’ultima sfoci in un certificato ufficiale riconosciuto
  • Alle persone la cui capacità lavorativa è ridotta e riconosciuta da un’assicurazione sociale e/o dall’assistenza sociale
  • Alle persone occupate in un’azienda familiare secondo l’articolo 4 capoverso 1 della legge federale sul lavoro nell’industria, nell’artigianato e nel commercio del 13 marzo 1964
  • Al personale occupato nell’ambito di misure a carattere sociale finanziate dall’ente pubblico
  • Al personale occupato in un’azienda agricola secondo l’articolo 5 capoverso 1 dell’ordinanza 1 concernente la legge sul lavoro del 10 maggio 2000
  • Ai rapporti di lavoro per i quali è in vigore un contratto collettivo di lavoro di obbligatorietà generale o che fissa un salario minimo obbligatorio
  • Ai rapporti di lavoro che si svolgono solo in modo occasionale nel cantone Ticino

Aspetti critici del salario minimo

Secondo la Costituzionale ticinese devono essere fissati salari minimi differenziati per mansione e settore economico interessati. In realtà la proposta del Governo non prende in considerazione la differenziazione per mansione perché a suo giudizio porterebbe a un’eccessiva parcellizzazione dell’economia e comprometterebbe la robustezza dei dati di riferimento per definire i salari minimi. A nostro giudizio invece la proposta del Governo cantonale non rispetta pienamente la Costituzione ticinese e presta il fianco a contestazioni di natura giuridica.

La rilevazione svizzera della struttura dei salari sulla base dei codici NOGA porta a delle incongruenze. Alcuni settori di attività sono accorpati fra di loro in maniera discutibile. Ad esempio, il settore orologiero è abbinato a quello della fabbricazione di computer e prodotti di elettronica e ottica (NOGA 26). Oppure esiste il settore “Altre industrie manifatturiere” (Codice NOGA 32) che è del tutto impreciso.

L’introduzione dei salari minimi cantonali avrà ripercussioni negative sull’occupazione. Nel suo messaggio il Governo cantonale ammette che la forchetta della possibile variazione dell’occupazione sia racchiusa tra una situazione invariata, nella migliore delle ipotesi e una riduzione del 1.19 % sul totale degli occupati nello scenario peggiore. Ciò potrebbe equivalere a 1’000 – 1’500 posti di lavoro in meno.

L’introduzione dei salari minimi cantonali provocherà sicuramente una pressione generale all’aumento dei livelli salariali e un appiattimento della curva dei salari. La pressione ad adeguare anche i salari al di sopra del salario minimo avrà conseguenze in termini finanziari e competitivi. L’aumento della massa salariale a carico dell’azienda non sarebbe pertanto circoscrivibile ai soli salari minimi obbligatori bensì all’adeguamento del resto della scala salariale per mantenere gli equilibri retributivi di tutta l’impresa.

Cosa succede ora

Come già indicato il messaggio del Consiglio di Stato viene ora trasmesso alla competente commissione del Gran Consiglio per l’analisi e la discussione. Verranno elaborati dei rapporti di maggioranza e probabilmente anche di minoranza e tali rapporti saranno portati nel plenum del Parlamento cantonale, dove i deputati e i gruppi parlamentari potranno presentare anche degli emendamenti al testo di legge. Dopo di che la legge nella sua versione definitiva dovrà essere approvata oppure non approvata dal Parlamento. Ciò potrebbe avvenire già nel mese di dicembre di quest’anno oppure nel corso del 2018.

Successivamente al giorno dell’approvazione scatteranno i termini per l’eventuale lancio di un referendum o di un’iniziativa popolare, come pure dei ricorsi di natura giuridica. Soprattutto nel caso del lancio di un referendum o di un’iniziativa popolare l’introduzione della legge sui salari minimi sarebbe sospesa sino almeno alla decisione popolare.

Le informazioni contenute in questa scheda saranno regolarmente aggiornate in base all’evoluzione del dossier e alle decisioni che saranno prese in particolare a livello politico ed eventualmente in sede di votazione popolare e di ricorsi ai tribunali.

A completamento sono disponibili alcuni documenti aggiuntivi:

Messaggio nuova legge cantonale sul salario minimo
Tabella salari minimi differenziati
Rilevazione svizzera della struttura dei salari- anni 2008-2010-2012-2014