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17.09.2008 - Keywords: Votazioni federali, AVS

Votazione federale del 30 novembre 2008: un NO e un SÌ dell'AITI

L’Associazione industrie ticinesi esprime parere contrario all’iniziativa “Per un’età di pensionamento flessibile”, mentre è favorevole all’iniziativa popolare “Diritto di ricorso delle associazioni: basta con una politica ostruzionista – Più crescita per la Svizzera”.

L’AITI ritiene sbagliata ed eccessiva da un punto di vista finanziario l’iniziativa popolare sul pensionamento flessibile. Essa chiede infatti di consentire a persone con un reddito da attività lucrativa fino a 119'340 franchi all’anno, di usufruire di una rendita AVS non ridotta a partire dal 62mo anno di età. L’iniziativa ha un costo notevole, che ammonta a oltre 900 milioni di franchi all’anno qualora l’età di pensionamento delle donne venisse innalzata a 65 anni, mentre tale costo sarebbe di 1,3 miliardi di franchi all’anno con un’età di pensionamento delle donne a 64 anni. L’iniziativa inoltre non indica il modo in cui questi costi supplementari verrebbero finanziati, ma è evidente che una sua accettazione implicherebbe un aggravio della fiscalità a carico dei cittadini e delle imprese, che potrebbe implicare ad esempio un aumento di 3-4 punti percentuali dell’IVA. Migliore risposta alle esigenze di flessibilizzazione dell’età del pensionamento sono fornite dall’11ma revisione dell’AVS, che oltretutto propone una prestazione di prepensionamento per il ceto medio inferiore.

Da un punto di vista generale occorre poi considerare altri fattori contrari all’iniziativa. Nei prossimi anni le spese dell’AVS sono destinate a crescere progressivamente con il giungere all’età del pensionamento della cosiddetta generazione del “baby-boom”. Di conseguenza si ridurrà a termini sempre meno favorevoli il rapporto fra popolazione attiva e numero di pensionati. Invece che proporre ricette illusorie e catastrofiche da un punto di vista finanziario, a detta dell’AITI occorre impegnarsi piuttosto nel garantire la sostenibilità a lungo termine dell’AVS, ciò che si otterrà piuttosto attraverso l’11ma e la 12ma revisione dell’AVS stessa.

L’AITI sostiene per contro l’iniziativa popolare “Diritto di ricorso delle associazioni: basta con una politica ostruzionista – Più crescita per la Svizzera”, destinata a superare l’immotivato ostruzionismo utilizzato soprattutto da alcune organizzazioni ambientaliste per impedire la realizzazione di diverse opere di costruzione.

L’iniziativa popolare non chiede di abolire il diritto di ricorso delle organizzazioni ambientaliste, disciplinato a livello di legge federale sulla protezione dell’ambiente e di legge federale sulla protezione della natura e del paesaggio. Si tratta piuttosto di meglio regolare questo diritto di ricorso, impedendo pure di ricorrere contro decisioni già avallate da votazioni popolari relative a questioni ambientali e di pianificazione del territorio.

Purtroppo gli esempi di abuso del diritto di ricorso operati in Svizzera negli anni passati sono numerosi. Di fatto attraverso l’abuso di ricorso talune organizzazioni ambientaliste si sono sostituite nelle decisioni alla popolazione e alle autorità, assumendo un ruolo di entità di controllo che in ogni caso queste organizzazioni non hanno e che non è nemmeno contemplato a livello legislativo. Il Parlamento ha riconosciuto questi eccessi, tanto è vero che le Camere federali nel 2006 hanno proceduto a cambiamenti nel diritto federale relativo alla pianificazione del territorio e alla protezione dell’ambiente. L’iniziativa popolare in votazione ha il merito di riportare il diritto di ricorso in materia di ambiente e pianificazione nel suo giusto corso, ponendo un freno ad eccessi che mirano ad impedire o ad ostacolare fortemente qualsiasi intervento pianificatorio e di costruzione, poco importa se già avallato da una decisione popolare. Non da ultimo, questo fuorviante quanto eccessivo uso del diritto di ricorso mette in pericolo posti di lavoro, tanto preziosi nell’incerto clima congiunturale attuale.

CS20080917.pdf

 
 
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