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31.01.2011
Votazione federale del 13 febbraio 2011: NO all’iniziativa sulle armi
In vista della votazione federale del 13 febbraio sull’iniziativa popolare, l’Associazione industrie ticinesi esprime il suo NO all’iniziativa popolare “Per la protezione dalla violenza perpetrata con le armi”.
L’iniziativa popolare in votazione il 13 febbraio vuole sostituire il sistema attuale di autorizzazione e di controllo delle armi, introducendo l’obbligo di depositare tutte le armi militari presso l’arsenale. Inoltre, un registro federale delle armi da fuoco sostituirebbe gli attuali registri cantonali. In terzo luogo, l’accesso alle armi da fuoco e alle munizioni verrebbe subordinato ad una prova della necessità e delle capacità.
L’AITI ricorda come in Svizzera il possesso dell’arma militare e delle armi a titolo privato usate dai cacciatori o per praticare lo sport del tiro fa parte della tradizione elvetica, che è fortemente fondata sulla fiducia nei cittadini. Le condizioni di utilizzo e possesso delle armi sono inoltre chiaramente definite dalla legislazione.
Se da un lato il rafforzamento della protezione contro l’abuso delle armi è un obiettivo condivisibile, secondo l’AITI esso viene raggiunto dalla legislazione in materia, che negli ultimi anni ha conosciuto diversi inasprimenti. Già attualmente è possibile depositare l’arma militare presso l’arsenale, mentre i militari non ricevono più munizioni tascabili.
La legislazione vieta inoltre il libero commercio delle armi fra privati cittadini.
L’AITI ritiene che l’iniziativa popolare in votazione suscita delle aspettative che non è in grado di soddisfare; essa infatti non spiega come intende garantire un uso responsabile delle armi. In realtà il problema dell’abuso non è legato al numero delle armi custodite in casa, ma piuttosto al loro uso consapevole e responsabile. In questo senso la legislazione attuale prescrive un esame approfondito per stabilire se una persona possiede i requisiti per detenere un’arma.
Non vi sono proprio garanzie, come prevede l’iniziativa popolare, che subordinare l’acquisto di un’arma da fuoco alla prova della necessità e delle capacità impedirebbe un uso abusivo delle armi. Il controllo sull’acquisto e il possesso delle armi è già realtà oggi; ogni acquisto d’arma viene registrato nel Cantone di domicilio e in caso di necessità i Cantoni si scambiano i dati. V’è pure in previsione un’armonizzazione delle banche dati cantonali sulle armi, per cui non esistono motivi validi per creare un registro centrale.
Un uso delle armi basato sulla tradizione e la fiducia e un controllo del possesso delle armi fondato su una legislazione severa, costituiscono una risposta più efficace per prevenire gli abusi in Svizzera.

L’AITI ricorda come in Svizzera il possesso dell’arma militare e delle armi a titolo privato usate dai cacciatori o per praticare lo sport del tiro fa parte della tradizione elvetica, che è fortemente fondata sulla fiducia nei cittadini. Le condizioni di utilizzo e possesso delle armi sono inoltre chiaramente definite dalla legislazione.
Se da un lato il rafforzamento della protezione contro l’abuso delle armi è un obiettivo condivisibile, secondo l’AITI esso viene raggiunto dalla legislazione in materia, che negli ultimi anni ha conosciuto diversi inasprimenti. Già attualmente è possibile depositare l’arma militare presso l’arsenale, mentre i militari non ricevono più munizioni tascabili.
La legislazione vieta inoltre il libero commercio delle armi fra privati cittadini.
L’AITI ritiene che l’iniziativa popolare in votazione suscita delle aspettative che non è in grado di soddisfare; essa infatti non spiega come intende garantire un uso responsabile delle armi. In realtà il problema dell’abuso non è legato al numero delle armi custodite in casa, ma piuttosto al loro uso consapevole e responsabile. In questo senso la legislazione attuale prescrive un esame approfondito per stabilire se una persona possiede i requisiti per detenere un’arma.
Non vi sono proprio garanzie, come prevede l’iniziativa popolare, che subordinare l’acquisto di un’arma da fuoco alla prova della necessità e delle capacità impedirebbe un uso abusivo delle armi. Il controllo sull’acquisto e il possesso delle armi è già realtà oggi; ogni acquisto d’arma viene registrato nel Cantone di domicilio e in caso di necessità i Cantoni si scambiano i dati. V’è pure in previsione un’armonizzazione delle banche dati cantonali sulle armi, per cui non esistono motivi validi per creare un registro centrale.
Un uso delle armi basato sulla tradizione e la fiducia e un controllo del possesso delle armi fondato su una legislazione severa, costituiscono una risposta più efficace per prevenire gli abusi in Svizzera.


