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24.05.2011

Votazione cantonale del 5 giugno 2011

NO all’iniziativa “Per un’AET senza carbone”, SÌ al controprogetto per non mettere a rischio la competitività delle aziende

AITI e Camera di commercio, dell’industria, dell’artigianato e dei servizi del cantone Ticino invitano la popolazione ticinese ad esprimere un voto ragionevole, bocciando l’iniziativa popolare “Per un’AET senza carbone” ed approvando invece il controprogetto denominato “Per un futuro a favore delle energie rinnovabili in Ticino”, votato dalla maggioranza del Gran Consiglio e sostenuto dal Consiglio di Stato. L’approvazione dell’iniziativa “Per un’AET senza carbone” avrebbe gravi conseguenze economiche e finanziarie non solo per l’AET bensì anche per le tasche dei cittadini e per le imprese. L’aggravio di spesa per i consumatori e le famiglie ammonterebbe ad alcune centinaia di franchi l’anno, mentre la stangata a carico delle imprese, dei commerci, degli artigiani e di molte altri settori economici sarebbe di svariate migliaia di franchi ogni anno, a dipendenza dell’utilizzo dell’energia elettrica nei processi produttivi. In un momento economico ancora difficile non possiamo aumentare né i costi a carico delle famiglie né colpire la competitività delle imprese, mettendo pure a rischio i posti di lavoro. Questo perché votando a favore dell’iniziativa sarà creato un buco nell’approvvigionamento in elettricità del cantone Ticino, pari ad 1/3 circa del consumo cantonale, che dovrà essere colmato acquistando l’elettricità sul libero mercato a prezzi più elevati. L’iniziativa “Per un’AET senza carbone” è pure ingannevole e vuole illudere la popolazione facendole credere di voler proteggere l’ambiente. Ingannevole perché bisognerebbe acquistare più elettricità sui mercati internazionali, dove essa è in gran parte (ca. 80 %) prodotta proprio attraverso il nucleare e le energie fossili quali il carbone. Si vuole fare credere ai Ticinesi che avremo elettricità pulita non investendo nella centrale tedesca di Lünen (che sarà comunque realizzata, con o senza AET), quando invece saremo costretti ad importare ancor più elettricità prodotta con il nucleare e il carbone, quasi certamente utilizzando tecnologie meno recenti e più inquinanti. Oltretutto l’iniziativa popolare non prevede alcun investimento nelle energie rinnovabili, quindi manca completamente l’obiettivo di orientare la politica energetica cantonale nei prossimi anni. La popolazione ticinese ha il diritto di non essere illusa e ingannata così facilmente. Non è possibile far credere che dal 2015, anno a partire dal quale si vorrebbe pretendere che AET rinunci alla partecipazione finanziaria nella centrale a carbone di Lünen in Germania, che serve appunto a darci l’energia necessaria per coprire i nostri consumi ad un prezzo sostenibile, il cantone Ticino potrà garantirsi un approvvigionamento di energia sicuro.
Le energie rinnovabili e il risparmio energetico vanno certamente sostenuti, ma da soli non saranno in grado di coprire i crescenti fabbisogni di energia del nostro Cantone e della sua popolazione. Occorre pertanto una soluzione ragionevole di transizione, che permetta al cantone Ticino di avere l’energia di cui ha bisogno a prezzi ancora adeguati. Per questa ragione il mondo economico ticinese sostiene il controprogetto votato dal Gran Consiglio. Si tratta di una soluzione che va ugualmente, come l’iniziativa popolare, nella direzione di un abbandono della produzione di energia elettrica attraverso il carbone, tuttavia in tempi (al massimo entro il 2035) accettabili per evitare un problema di approvvigionamento energetico del Ticino. Inoltre, il controprogetto fa davvero qualcosa di concreto per promuovere le energie rinnovabili, creando un fondo da 100 a 160 milioni di franchi destinato a questo scopo, che svilupperà aziende e posti di lavoro in questo settore. Le soluzioni pragmatiche e di buon senso sono quelle più lungimiranti per il paese, la sua popolazione e la nostra economia. Approvando il controprogetto non solo ci assicuriamo energia preziosa per far fronte ai nostri consumi (ai quali nessuno del resto rinuncia facilmente), ma completeremo una fase di transizione in fondo alla quale, a partire dal 2035, avremo la possibilità di riscattare una serie di impianti idroelettrici in Ticino la cui produzione è equivalente a quella derivante dalla partecipazione ticinese nella centrale di Lünen in Germania. Il futuro energetico del cantone Ticino è a grave rischio; le cittadine e i cittadini hanno in mano la possibilità di evitare questo pericolo votando NO all’iniziativa “Per un’AET senza carbone e SÌ invece al Controprogetto approvato dal Parlamento cantonale e sostenuto dal Consiglio di Stato. CS AITI - Cc-Ti Votazione cantonale 5 giugno 2011.pdf
 
 
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