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04.05.2011
Un solo numero per identificare tutte le aziende svizzere
Lo Stato rivede i suoi rapporti con il mondo imprenditoriale
Dallo scorso 1 aprile le procedure amministrative tra imprese e Stato sono diventate più semplici, snelle ed efficienti. Pochi giorni fa è infatti entrata in vigore l’ordinanza federale sul numero d’identificazione delle imprese (IDI) che tra i suoi obiettivi ha proprio quello di sgravare le imprese da oneri amministrativi. Come? Introducendo la possibilità per le aziende di assumere un numero identificativo di 9 cifre: il numero IDI appunto. Con questa soluzione il Consiglio federale (che ha gettato le basi dell’idea nel 2007) e il Parlamento (che l’ha fatta sua nel giugno 2010) intendono rendere più sicuro lo scambio di dati con le amministrazioni. Disponendo di un unico numero identificativo ogni impresa sarà infatti riconosciuta seduta stante da tutti gli enti pubblici, in quanto potranno scambiarsi tra loro i dati, evitando in questo modo di inoltrare più richieste di informazioni alla stessa azienda.
Le aziende non dovrebbero avere aggravi
Il cambiamento di approccio sarà completamente automatico
Già, ma come funziona al lato pratico questa mini rivoluzione? Tocca alle aziende richiedere l’IDI? No, il cambiamento è in parte automatizzato. L’iscrizione al sistema IDI e di conseguenza l’attribuzione di un numero IDI (nonché l’aggiornamento o la rettifica del registro IDI), avverranno attraverso i normali contatti amministrativi con l’ente pubblico. O detto in altri termini, le informazioni necessarie per l’identificazione delle imprese saranno registrate e aggiornate nell’ambito dei normali contatti con le amministrazioni. In particolare durante il primo semestre del 2011 ogni impresa riceverà una lettera da parte dell’Ufficio federale di statistica con cui sarà comunicato l’IDI, il nome d’utente e la password per collegarsi al registro IDI online. Dettaglio non trascurabile, il concetto d’impresa usato per l’IDI è inteso in senso lato. Per “unità IDI” s’intendono cioè non solo tutte le imprese che operano in Svizzera in senso stretto, ma anche i clienti della pubblica amministrazione che presentano le caratteristiche di un’impresa o devono essere identificati per scopi giuridici, amministrativi o statistici. Come conseguenza di ciò, potranno richiedere il numero di identificazione anche i lavoratori indipendenti, le società semplici quali gli studi associati, le imprese straniere operanti in Svizzera, le aziende agricole e forestali, le unità dell’amministrazione pubblica , le Istituzioni che svolgono compiti di diritto pubblico e le associazioni e fondazioni che versano contributi AVS.
all’indirizzo www.uidi.admin.ch
Ogni numero d’impresa sarà registrato e consultabile
Particolare non da poco, nel rimodellare i contatti tra Stato e imprese nulla è stato lasciato al caso. Per l’attribuzione dell’IDI si è infatti pensato di ricorrere a un registro delle imprese già esistente. Il Registro federale delle imprese e degli stabilimenti (RIS) che con 700mila registrazioni copre gran parte dell’universo delle società operanti in Svizzera. Nello stesso tempo, per garantire un’amministrazione e un’utilizzazione corretta dell’IDI, l’Ufficio federale di statistica (Ust) ha creato un nuovo “database” ad hoc, accessibile via internet all’indirizzo www.uidi.admin.ch. Non tutte le imprese figureranno però in questo speciale elenco. A essere rintracciabili saranno solo quelle già registrate in un registro pubblico, come ad esempio il registro di commercio. Tutte le altre potranno decidere di rendere pubblici i loro dati principali.
Scopriamo com’ è composto il codice
Ecco cosa si nasconde dietro quelle nove cifre
Un’altra domanda potrebbe a questo punto sorgere spontanea. Ma come viene assegnato un IDI? C’è una logica oppure è un numero casuale?
La risposta è molto semplice. L’IDI che l’Ufficio federale di statistica assegna alle imprese è generato casualmente e non contiene alcuna informazione significativa. Le sue caratteristiche rispondono infatti a esigenze solo pratiche. Qualche esempio? Per rendere intelligibile la provenienza svizzera dell'imprese ad’esso è anteposto il codice “CHE”, mentre l’ultimo carattere corrisponde alla cifra di controllo C. Per ragioni di leggibilità, si è scelto inoltre di introdurre un trattino per separare tale codice dalla parte numerica dell’IDI, che è a sua volta divisa da punti in tre gruppi di caratteri. Il risultato è che si avrà un numero molto uguale a questo: CHE-999.999.99C. Ma le caratteristiche pratiche dell’IDI non finiscono qui. Se un’impresa individuale è iscritta ad esempio nel registro di commercio, al suo IDI sarà aggiunto il complemento RC (p. es. CHE-999.999.996 RC), mentre se è soggetta anche all’IVA sarà aggiunto il complemento IVA (p. es. CHE-999.999.996 RC/IVA).
Entro il 2014 sarà soppiantato dall’IDI
Il numero IVA presto se ne andrà in pensione
Quel che occorre ancora sapere a proposito dell’IDI è che questo numero identificativo a poco a poco manderà in pensione tutti gli altri numeri associati alle aziende, compreso quello dell’IVA, destinato a sparire e a essere sostituito dall’IDI entro il 2014. Per questo tra il 2011 e la fine 2013 si è data la facoltà alle aziende di poter disporre sia del vecchio numero IVA a 6 cifre (IVA 799 000) che di quello nuovo comprensivo di IDI (CHE-123.456.789 IVA).


