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20.12.2011

Un 2012 difficile per le imprese e i posti di lavoro

L’inchiesta interna condotta nelle scorse settimane presso le aziende industriali dall’AITI, associazione mantello indipendente e di riferimento del settore industriale, disegna un 2012 a tinte variabili ma comunque difficile per l’insieme dei rami d’attività che compongono l’industria cantonale.

Soprattutto a causa del franco svizzero forte, oltre un terzo delle imprese prospetta un 2012 sicuramente difficile dal punto di vista della penetrazione dei mercati e del mantenimento dei margini di guadagno. Anche per il prossimo anno la priorità dovrà essere data al mantenimento dei posti di lavoro. Eventuali aumenti salariali per il 2012 non potranno che essere riconosciuti dalle imprese singolarmente e in base al merito.

Il 2011 è stato caratterizzato, a partire soprattutto dalla tarda primavera, dal rafforzamento del franco svizzero rispetto a tutte le monete di riferimento, in particolare l’euro e il dollaro americano e dalle improvvise quanto forti oscillazioni dei corsi di cambio, che hanno creato non poche difficoltà di adattamento da parte delle imprese.
Le difficoltà legate al franco forte si sono fatte sentire in maniera differenziata secondo i rami d’attività, ma complessivamente quasi tutte le imprese industriali hanno sofferto una contrazione dei margini di guadagno e una almeno parziale ridotta competitività.
Le difficoltà almeno in una certa misura sono destinate ad accentuarsi nel 2012 in quanto per adattarsi alla situazione del franco forte molte imprese hanno dovuto rivedere i propri listini prezzi al ribasso allo scopo di mantenere le proprie quote di mercato. Parallelamente, soprattutto a partire dall’ultima estate le imprese industriali sono state confrontate alla necessità assoluta di intervenire su ogni voce di costo aziendale, quindi anche sui costi salariali e del personale.

Evidentemente la situazione potrà volgere al tempo bello stabile solo nella misura in cui si potrà davvero riequilibrare il rapporto di cambio del franco svizzero con l’euro e il dollaro americano. La decisione della Banca Nazionale Svizzera dello scorso 6 settembre di fissare un obiettivo minimo di cambio di 1 franco e 20 centesimi per euro è stata positiva ma non è comunque sufficiente. Complessivamente, la gran parte dei rami industriali avrebbe bisogno di un cambio di almeno 1 franco e 35 centesimi per guardare al futuro delle proprie imprese senza eccessivi patemi d’animo. Nell’attuale situazione pertanto, non possono essere esclusi processi di ristrutturazione e parziale delocalizzazione all’estero.
L’AITI già nel corso del 2010 e in più occasioni ha sollecitato l’autorità cantonale a chinarsi, insieme alle organizzazioni private dell’economia, sul rafforzamento dei processi d’internazionalizzazione dell’economia ticinese, che devono sostenere l’apertura sempre più decisa verso aree di mercato (Sud Est asiatico, Sud America, India e Cina, Paesi dell’Est europeo) in crescita economica. L’AITI medesima si è attivata presso organizzazioni private per approfondire l’organizzazione di un sostegno attivo all’internazionalizzazione. Ci attendiamo pertanto che nel corso del 2012 l’impegno di tutti gli attori si concretizzi seriamente attorno ad un progetto stabile di sostegno verso l’accesso ai mercati da parte soprattutto delle piccole e medie imprese.
Una promozione economica attiva rientra inoltre fra i compiti prioritari della Fondazione AGIRE, della quale sempre l’AITI fa parte.

Per quanto concerne le trattative salariali, tenendo conto della situazione e delle prospettive incerte sia a livello finanziario ed economico sia a livello di mercato, appare legittimo secondo l’AITI continuare a dare priorità ad un riconoscimento non generalizzato di eventuali aumenti salariali, calcolati sulla massa salariale e ridistribuiti singolarmente in base al merito. Tanto più che nel mese di novembre 2011 il tasso di rincaro ha fatto registrare un valore negativo.
L’inchiesta interna e i pareri raccolti direttamente da AITI fra gli imprenditori del cantone Ticino non hanno una pretesa di scientificità, ma delineano in maniera esauriente una tendenza che viene confermata dai dati rilevati regolarmente sia dall’Ufficio cantonale di statistica (USTAT), sia dall’Istituto delle ricerche economiche (IRE). Istituti ai quali la nostra organizzazione si appoggia per un rilevamento scientifico della situazione congiunturale e delle prospettive economiche.

CS congiuntura e trattative salariali 2011.pdf
 
 
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