Risanamento finanziario e necessità di un piano industriale
L’AITI auspica una presentazione in tempi rapidi da parte del Governo della manovra di rientro dalle cifre rosse, che non contenga aumenti della pressione fiscale a carico delle imprese e dei contribuenti.
Nella sua programmata riunione di inizio giugno, il Comitato dell’AITI – Associazione industrie ticinesi, tra le altre cose, ha incentrato la sua discussione attorno alle recenti votazioni popolari dello scorso 1° giugno, in particolare attorno a quella riferita alla nota iniziativa della Lega tesa a produrre nuovi sgravi fiscali.
L’AITI dimostra soddisfazione per l’esito del voto, che corrisponde alle indicazioni di voto che l’Associazione aveva fornito durante la campagna. A questo proposito le attese maggiori dell’associazione degli industriali sono oggi rivolte al piano di risanamento finanziario più volte annunciato dal Governo e a quel “piano industriale” frequentemente auspicato dall’AITI dall’inizio dei primi anni 2000, ovverosia da quando le finanze cantonali hanno iniziato ad orientarsi verso cifre rosse costanti. Tale piano deve essere destinato inderogabilmente a permettere un’ottimizzazione delle risorse concesse allo Stato dai cittadini e dalle imprese, con l’obiettivo già a medio termine di uno Stato snello ed efficace, giusto e selettivo nella sua politica di sussidi, propositivo nella realizzazione di infrastrutture moderne, capace di valorizzare le risorse umane ricorrendo a principi meritocratici e di eccellenza.
Il Comitato dell’AITI si attende che il Governo presenti la sua manovra nel giro di pochissime settimane da oggi e che quella manovra, oltre ad assomigliare il più possibile ad un piano di rientro di tipo industriale, non contenga aumenti della pressione fiscale a carico delle imprese e dei contribuenti.
Vista e considerata la celerità necessaria per perfezionare detta manovra in tempi utili per poter incidere già a partire dal Preventivo 2009, l’AITI dichiara ancora una volta la sua disponibilità ad interloquire con le forze politiche di Governo e con il Governo stesso per salvaguardare, parallelamente, sia il risanamento, appunto, delle finanze cantonali, così come quello della competitività fiscale delle imprese industriali che operano sul territorio cantonale.


