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20.10.2010

Ripresa economica con nuove nubi all’orizzonte

Si confermano sempre più i segnali di un rafforzamento della congiuntura anche in Ticino; tuttavia la situazione economica non è ancora definitivamente stabile e all’orizzonte si intravvedono nuove nubi, legate alla debolezza dell’euro e ai pesanti disavanzi pubblici di molti Stati, che potrebbero causare una frenata degli investimenti.


I dati e le indicazioni che scaturiscono dal nostro confronto regolare e rinnovato con le imprese industriali e dei servizi alle imprese del cantone Ticino, ci confortano nella constatazione che la ripresa della congiuntura economica si è fatta più solida negli scorsi sei mesi. Stiamo però parlando in buona parte di un recupero in termini di fatturato e commesse di lavoro rispetto al difficilissimo 2009, che ha messo in forte apprensione molte imprese legate soprattutto all’esportazione.

L’ottimismo ancora piuttosto cauto è confermato, sempre in base alle indicazioni provenienti dalle imprese, dal prudente atteggiamento che ancora sussiste ad esempio sul fronte degli investimenti e dall’andamento degli affari, positivamente consolidato come detto in precedenza, tuttavia senza poter escludere improvvisi cali della domanda. Rispetto alla situazione pre-crisi sembra in parte mutare l’atteggiamento di diversi committenti, che rispetto al passato ordinano commesse sempre più a breve termine, senza fornire alle imprese particolari certezze sulle ordinazioni successive.

Un’ulteriore testimonianza della ripresa economica, ancorché non del tutto stabile, è data dal minore ricorso da parte delle aziende allo strumento del lavoro ad orario ridotto. Tuttavia sono ancora diverse decine le imprese che si trovano in questa situazione. Grazie però all’orario ridotto è stato possibile contenere la perdita di posti di lavoro, in particolare sul fronte industriale.
L’economia ticinese, molto diversificata e con punte di eccellenza in parecchi rami economici, complessivamente è stata in grado di rispondere in maniera adeguata alla crisi congiunturale.
E’ un’economia che – come abbiamo sottolineato a più riprese – si sta favorevolmente  internazionalizzando, con una presenza sempre più marcata al di fuori dell’Unione europea, in particolare nelle aree del sud est asiatico, del continente americano e dell’Est europeo.

Se guardiamo pertanto con un moderato ottimismo al futuro, non possiamo trascurare gli ulteriori pericoli derivanti da una perdurevole debolezza dell’euro, che potrebbe ripercuotersi sui prezzi dei prodotti esportati. La qualità dei prodotti dovrà essere tale da attenuare questo pericolo, perché in fondo la nostra è un’economia di nicchia, dove appunto il fattore trainante è dato da una produzione altamente qualitativa e non esclusivamente dalla componente del prezzo.

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