Quale variante per il Locarnese? Basta che ce ne sia una in tempi rapidi
La Camera di commercio, dell’industria, dell’artigianato e dei servizi del Cantone Ticino (Cc-Ti) e l’Associazione industrie ticinesi (AITI) si schierano in modo deciso a favore di una scelta rapida del progetto da realizzare per collegare il Locarnese alla rete autostradale nazionale
Le notizie di questi ultimi giorni fanno ben sperare che questa possa essere la volta buona per decidere finalmente in modo definitivo e concertato la realizzazione del tanto agognato ed indispensabile collegamento del Locarnese alla rete autostradale nazionale. Da troppo tempo si discute della questione e i vari ribaltamenti di fronte hanno finora purtroppo impedito qualsiasi evoluzione positiva.
L’economia ticinese sottolinea la necessità di giungere rapidamente ad una decisione di principio, visto che comunque i tempi di realizzazione non saranno brevissimi. Un collegamento stradale degno di questo nome è imprescindibile per la competitività di un territorio che, è giusto ricordarlo, non ha “solo” una fortissima vocazione turistica, ma costituisce pure una realtà imprenditoriale ed economica molto diversificata. Oltre ad essere il secondo Distretto cantonale in termini di popolazione residente e di posti di lavoro (circa 30'000 fra Locarno e Valle Maggia), il Locarnese ha una forte rilevanza anche dal punto di vista del numero di aziende, poiché ve ne sono circa 300 nel settore primario, 700 nel secondario e 3'000 nel terziario. Cifre inequivocabili che dovrebbero far riflettere il mondo politico chiamato a scegliere tra un segnale forte a favore di questa realtà oppure un ulteriore sterile dibattito che potrebbe definitivamente compromettere la sopravvivenza di molte imprese e arrecare quindi danni considerevoli a tutto il tessuto economico e sociale della regione.
Allo stato attuale delle cose, non è certo compito del mondo economico proporre varianti né parteggiare per una piuttosto che per un’altra. Già troppi lo fanno e questa scelta è di competenza in primis dei tecnici, che dovranno giustamente tenere in considerazione i vari interessi in gioco. E’ però dovere del mondo economico evidenziare l’assoluta necessità di realizzare velocemente quei pochi chilometri di strada per dare al Locarnese quanto merita. Altrimenti sarebbe meglio, come già provocatoriamente ipotizzato, di chiudere la questione e trasmettere l’incarto all’autorità federale affinché decida in nostra vece. Sarebbe una brutta figura, perché ancora una volta ci dimostreremmo incapaci di superare 2 steccati ideologici, piccole diatribe periferiche e personalismi (e poi ci si meraviglia che a Berna non ci prendono troppo sul serio…). Ma almeno si sbloccherebbe la situazione. E poi, come diceva qualcuno, “un petit moment de honte est vite passé”, soprattutto se è per una buona causa.

