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23.10.2008 - Keywords: Energia elettrica, competitività industriale

Prezzo dell'energia elettrica e compettitività industriale

Preoccupata per le conseguenze che si potrebbero produrre a danno della piazza industriale del Cantone dagli annunciati aumenti dei prezzi dell’elettricità, l’AITI sta intensificando i suoi contatti con gli operatori di settore.


In particolare sono seguite con grande attenzione le azioni intraprese in questi giorni dalle associazioni economiche nazionali, dal Consiglio federale e, appunto, dagli operatori del mercato elettrico, per combattere in modo efficace gli annunciati aumenti dei prezzi che dovrebbero coincidere con la nuova regolamentazione del mercato elettrico che prenderà avvio il prossimo 1° gennaio.
Le attenzioni e le speranze degli industriali ticinesi sono oggi rivolte alla tavola rotonda convocata per domani dal Consigliere federale Moritz Leuenberger, nel corso della quale si spera che possano avere successo le numerose sollecitazioni delle imprese manifatturiere indirizzate al settore elettrico e agli enti pubblici, invitati tutti a dare prova di buona volontà e ragionevolezza in un momento particolarmente delicato per la congiuntura economica in generale ed industriale in particolare.
Il prezzo dell’energia elettrica è un importante elemento della competitività industriale del Ticino ed il suo relativo basso costo, paragonato cioè alla vicina Italia o ad altre regioni della Svizzera, ha permesso in passato di sviluppare l’attività economica cantonale e di creare posti di lavoro. Di tutto ciò va dato merito sia all’AET (che produce e vende a prezzi particolarmente vantaggiosi), sia ai diversi distributori operanti sul territorio del Cantone. Il settore elettrico sarà però toccato nel suo futuro più prossimo da grandi cambiamenti che potrebbero rimettere pericolosamente in gioco questo vantaggio concorrenziale della nostra industria.
 
In queste turbolente settimane di progressive voci al rialzo dei prezzi dell’energia elettrica, l’AITI auspica che tutte le parti interessate facciano in modo che ciò non accada. La prima minaccia che incombe sul prezzo dell’energia elettrica deriva da una crescita della produzione nazionale di energia che non riesce a seguire quella, costante, del consumo. A ciò dovrebbe inoltre aggiungersi nei prossimi anni, al momento cioè della scadenza della loro licenza d’esercizio, la messa fuori uso delle centrali nucleari svizzere che – va ricordato - contribuiscono per il 40% alla produzione nazionale.
 Malgrado i giusti sforzi anche nella promozione dell’efficienza energetica e delle energie rinnovabili, l’AITI ritiene indispensabile la costruzione di nuove centrali nucleari in Svizzera in sostituzione di quelle che andranno gradatamente chiuse.
 
A contribuire agli aumenti annunciati dal prossimo gennaio vi sono per ora:
  • 0.9 cts/kWh per il finanziamento di Swissgrid, la società nazionale per lo sfruttamento della rete ad alta tensione
  • 0.45 cts/kWh per il finanziamento delle energie rinnovabili
  • ca. 2 cts/kWh ipotizzabili per il mantenimento (!), in forme nuove (?), delle privative a favore dei Comuni
  • ca. 0.1 cts/kWh per il possibile adeguamento dei canoni d’acqua
  • ca. 0.2 cts/kWh per la rinaturazione dei corsi d’acqua
 
L’AITI sostiene la completa trasparenza a proposito degli annunciati aumenti dei prezzi dell’elettricità. La ElCom (Commissione federale dell’energia elettrica) deve verificare se gli aumenti dei prezzi dell’elettricità nell’ampiezza annunciata siano giustificati da un punto di vista economico e in base alla legge sull’approvvigionamento in elettricità. Quale misura a breve termine è necessario fare valere sul piano politico la spinta derivante dagli effetti dei reclami depositati presso la ElCom. Qualora ciò non avvenisse, l’AITI si attende dalla ElCom che il margine di discrezionalità nell’ambito della legge sull’approvvigionamento in elettricità venga utilizzato a favore delle imprese consumatrici di elettricità e che essa predisponga corrispondenti diminuzioni del prezzo dell’elettricità.
Se ciò avverrà, allora gli aumenti di prezzo dovranno essere programmati ad un livello minimo e predisposti a tappe, affinché le imprese dispongano dei necessari tempi di adattamento, considerando appunto anche il peggioramento delle previsioni congiunturali, che pesa non poco sulle prospettive economiche e finanziarie delle imprese.
 
L’invito pressante di AITI, ai Governi (federale e cantonale), ai Parlamenti e agli operatori di settore è quello di non vanificare già sul nascere le grandi potenzialità che possono essere riassunte in un assetto liberalizzato del nuovo mercato dell’energia elettrica e, soprattutto nei confronti dell’ente pubblico, a non pianificare nel medio-lungo termine il mantenimento dell’energia elettrica fra gli elementi di costo aziendale da tassare indiscriminatamente.
A questo proposito desta particolare inquietudine il timore a livello cantonale che nel brevissimo periodo si possa, da un lato perdere l’occasione di azzerare l’antistorico balzello della privativa e, dall’altro lato, si ipotizzi di rilanciare e addirittura di accrescere il detto onere da privativa a carico delle imprese. Un onere che, anziché sparire dal carico fiscale sull’energia elettrica fornita alle imprese, potrebbe addirittura rinvigorire il suo indesiderato peso e produrre l’ancor più sgradito effetto di rincarare ulteriormente il temuto innalzamento dei prezzi.
Il crescente peso della fiscalità (federale, cantonale e comunale), volto anche a risolvere i problemi finanziari dei vari enti pubblici e quindi è in assoluto la più preoccupante minaccia sul prezzo dell’energia elettrica.
L’AITI considera che questa tendenza vada quanto più possibile moderata, poiché essa rischia, anche per gli stessi enti pubblici, di essere solo una soluzione di breve termine, mentre, ostacolando lo sviluppo dell’industria e dell’economia, sul lungo termine rischierebbe di risultare penalizzante per le entrate fiscali.
In tempi in cui si discute molto sull’importanza dell’economia reale rispetto a quella di “casta”, ciò dovrebbe far riflettere.

CS20081023.pdf
 
 
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