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15.11.2010
Poretti-Gaggini SA
90 anni di storia

Nel 1920 l’industria metalmeccanica ticinese conosceva uno sviluppo assai modesto, come del resto tutti gli altri rami industriali. Il Canton Ticino era ancora essenzialmente agricolo, e di secondario e terziario nessuno osava ancora parlare .
A Viganello era bensì nato, all’inizio del 19° secolo, una specie di polo industriale, con l’insediamento di un oleificio (Bordoni) e di una conceria (Beretta-Piccoli), aziende di produzione che necessitavano di prestazioni di manutenzione e riparazione. I tempi, verso il 1920, erano però difficili, il lavoro scarso.
Nel Luganese si erano installate due aziende, Ambrosetti e Franzi, che erano più che sufficienti per soddisfare le esigenze del tempo in fatto di lavorazione del ferro. Naturalmente già allora erano attivi molti artigiani fabbri, professione tra le più antiche che risale alla notte dei tempi. Il Ticino era dunque in ritardo di più di un secolo rispetto alle zone industriali della Svizzera tedesca, dove le prime fabbriche importanti (Georg Fischer a Sciaffusa, Rieter e Sulzer a Winterthur, Brown Boweri a Baden ecc.), erano state create nella seconda metà del 18° secolo in concomitanza con la cosiddetta prima rivoluzione industriale.
Fu proprio in queste condizioni che tre meccanici della ditta Franzi, trovatisi senza lavoro, decisero di fondare una loro ditta, detta C. Poretti e Cie, Officina meccanica, con sede a Cassarate. Si trattava di Carlo Poretti, del 1882 e dunque già 38enne al momento della fondazione della ditta, di Alfonso Poretti, del 1888 e di Francesco Bellotti, del 1883. Un anno dopo quest’ultimo lasciò la ditta e venne sostituito da Battista Gaggini, appena ventenne di Massagno, pure lui dipendente di Franzi.
Il periodo di Cassarate, durato 21 anni, non deve essere stato facile. Probabilmente fu caratterizzato da una lenta crescita al servizio della clientela locale, che doveva apprezzare il lavoro serio e coscienzioso della dozzina di artigiani esperti di riparazioni e manutenzioni. Si giunge così al 1941, in piena seconda guerra mondiale, cioè in un altro periodo di crisi come quello della fondazione. Nel maggio del 1941 la “Officina Meccanica Ticinese” di Carlo Poretti e Cie di Lugano-Cassarate – e si apprezzerà la modestia – si presentava ai clienti con una carta intestata sulla quale stava scritto “Impianti – montaggi, riparazioni meccaniche di ogni genere, installazioni frigorifere, macchine per la lavorazione del legno”. Può qui stupire che vennero citate le installazioni frigorifere, ma è un dato di fatto che, a quei tempi, le celle frigorifere per i macellai venivano realizzate da piccole ditte quasi artigianali, quali appunto era la Carlo Poretti e Cie nel 1941. E’ però in questo clima - a quel tempo gli operai ed i dirigenti dovevano entrare “ciclicamente” in servizio militare – che la ditta decide di trasferirsi a Viganello e costruire una “Nuova Officina meccanica ticinese” di Carlo Poretti & Co (nel frattempo il Cie era diventato il Co di Battista Gaggini!), in Via Merlina 23, sull’angolo di via al Fiume. Dalla relazione per la costruzione della nuova officina si legge che “la stessa si compone di tre corpi di fabbrica rettangolari, della superficie di circa mq. 200 cadauno”. L’attrezzatura era composta di 4 torni, 2 fresatrici, 4 rabetteus, 4 trapani, 2 seghe meccaniche ed altre macchine varie, tra le quali 20 morse, il tutto corrispondente all’occupazione di circa 35 operai. Di questa costruzione esistono i piani ed alcune fotografie. Essa verrà poi ingrandita nel 1957 per accogliere nuovi macchinari e nuovi reparti, in particolare quello delle metalcostruzioni che, dal 1940, era stato condotto quale unità separata a Besso.
A Viganello la ditta rimarrà fino al 1973, dopo aver subito anche decisive trasformazioni societarie (nel 1960 era infatti stata trasformata in società anonima con la nuova denominazione Poretti-Gaggini SA) e soprattutto strutturali. Infatti a partire dalla seconda metà degli anni sessanta la nuova ditta iniziò a specializzare la propria produzione, suddividendola in tre filoni principali: quello della riparazione e manutenzione di impianti industriali (seguendo in ciò una vocazione risalente ai suoi esordi), delle metalcostruzioni (che verrà poi sempre mantenuto quale “profit center” autonomo) e quello, che ha poi caratterizzato lo sviluppo ulteriore dell’azienda, della lavorazione delle lamiere (taglio, saldatura, verniciatura ecc.). Da quest’ultimo reparto sono poi nate le conoscenze tecnologiche che hanno portato la ditta – nello spirito anche delle richieste dei clienti – a diventare una fabbrica di aggregati di macchine finiti e testati per diversi settori industriali (macchine utensili, macchine tessili, macchine da imballaggio, trasporto ecc.). Avvenne dunque un decisivo salto qualitativo nelle capacità produttive della Poretti-Gaggini SA, che giunse ad occupare (sulla fine degli anni ’90 a Bedano, e nel pieno della espansione dell’industria svizzera di esportazione, ossia prima della “smobilitazione” del settore secondario) fino a 145 dipendenti.
A Bedano lo stabilimento andò poi ad ingrandirsi in tre tappe. La prima realizzata nel 1973, la seconda – con l’aggiunta di un edificio addetto a magazzino e sale di montaggio – nel 1980 e l’ultima, per la sistemazione definitiva dell’officina meccanica, del reparto di lavorazione dei materiali diversi dal ferro (alluminio, inox ecc.) e per gli uffici, nel 1987. Anche la Poretti-Gaggini ha risentito e risente di questi cambiamenti radicali del mercato, ed ha dunque dovuto adattarsi ad essi sia per quanto concerne la produzione, sia per le possibilità di espansione. Essendo diventato sempre più difficile il lavoro da terzisti, anche se fatto con il maggior scrupolo di qualità, la ditta ha dovuto cercare altri sbocchi su prodotti innovativi o tali da meglio sopportare la concorrenza estera. Il “made in Switzerland” gioca, in certi casi, ancora un suo ruolo, sul quale una ditta come la nostra, deve puntare. Dipartimento militare, impianti di sicurezza (casseforti), sistemi di distribuzione di cibi caldi “PizzaTech”, attrezzo ginnico “SwinnFit” sono alcuni tra i campi nei quali l’origine del prodotto, quale marchio di garanzia, costituisce ancora una necessità reale.

