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01.10.2010

Non seppelliamo sul nascere gli sgravi fiscali in Ticino!

L’Associazione industrie ticinesi (AITI) e la Camera di Commercio, dell’industria, dell’artigianato e dei servizi del Canton Ticino (Cc-Ti) invitano i cittadini ticinesi a respingere l’iniziativa fiscale “Per imposte eque. Stop agli abusi nella concorrenza fiscale” in votazione il prossimo fine settimana. L’accettazione della proposta comporterebbe danni irreversibili per la piazza economica svizzera e ticinese.

L’iniziativa del Partito socialista (PS) propone di uniformare in tutta la Svizzera il livello delle
imposte per i redditi alti e le sostanze importanti. Come più volte sottolineato nella campagna che
si sta concludendo, il Ticino non è direttamente toccato da questa misura. Tuttavia le ripercussioni
fiscali saranno importanti anche nel nostro Cantone. L’assenza della concorrenza fiscale non
incentiverà il Cantone ad una riduzione delle imposte che da più anni ormai si impone.  
 
In Ticino verrebbero oggi toccati soltanto comuni con un moltiplicatore d’imposta inferiore al 55%.
Attualmente nessuna entità locale beneficia di queste aliquote. Tuttavia vi sono diversi comuni il
cui carico fiscale si situa di poco al di sopra della soglia fissata dal PS. In prospettiva degli sgravi
fiscali che il Governo ticinese sembrerebbe intenzionato a valutare durante la prossima legislatura,
occorre tenere conto di questi dati. Anche in Ticino dunque, la possibilità di ridurre le imposte
verrebbe fortemente limitata dall’iniziativa fiscale. Numerosi comuni si vedrebbero costretti ad
aumentare il moltiplicatore d’imposte (che è il medesimo per tutti i cittadini!) per rientrare nei
parametri proposti dal partito socialista.  
 
“In generale l’accettazione dell’iniziativa si ripercuoterebbe negativamente sull’intera economia
nazionale, minacciando gli alti ranghi della nostra nazione nelle classifiche sulla competitività
pubblicate dai diversi istituti europei” afferma Stefano Modenini, Direttore dell’AITI,che puntualizza:
“questo comporterebbe perdite di posti di lavoro e un aggravio fiscale generale dovuto all’assenza
della concorrenza tra gli enti pubblici”.
 
“Non è vero che il Ticino non viene toccato da questa iniziativa. La sua sovranità sarebbe limitata
tanto quanto quella degli altri cantoni e i previsti sgravi fiscali verrebbero fortemente ostacolati”,
sostiene Luca Albertoni Direttore della Cc-Ti, che rilancia: “l’aggravio fiscale in Ticino sarebbe
soprattutto appannaggio del ceto medio che a medio termine si vedrebbe limitato nelle deduzioni
fiscali oggi molto favorevoli.”  
 
L’economia ticinese così come PLR, PPD, Lega dei Ticinesi, UDC e UDF, raccomandano ai
cittadini ticinesi di votare NO all’iniziativa fiscale e preservare così uno strumento popolare per
limitare l’aggravio delle imposte e conservare i successi che il federalismo svizzero ha finora
garantito.  

Comunicato stampa congiunto AITI_CcTi.pdf
 
 
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