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21.09.2011
Netto rallentamento congiunturale anche in Svizzera
il forte nervosismo dei mercati finanziari nasconde ulteriori rischi
Tendenze congiunturali e previsioni del gruppo di esperti - Previsioni congiunturali della Confederazione per l’autunno 2011*. Nel corso degli ultimi mesi le prospettive congiunturali per la Svizzera sono ulteriormente peggiorate. A determinare questa situazione concorrono un quadro di condizioni economiche esterne sfavorevoli, segnatamente un marcato rallentamento della congiuntura mondiale, nonché ‒ anche dopo l’introduzione di un tasso di cambio minimo con l’euro ‒ il forte apprezzamento del franco svizzero. Le ripercussioni negative sulle esportazioni e sugli investimenti delle imprese potrebbero temporaneamente frenare in modo sensibile la crescita economica. Il gruppo di esperti della Confederazione prevede quindi che nel 2012 il PIL crescerà soltanto dello 0,9 % (dopo l’1,9 % previsto per il 2011). A causa della fase di debolezza congiunturale, per la prima volta dal 2009 l’anno prossimo si potrebbe verificare un aumento della disoccupazione. Il pericolo di un ulteriore peggioramento dell’andamento congiunturale, con tendenze recessive, potrebbe sussistere soprattutto in caso di forti turbolenze sui mercati finanziari, dovute alle tensioni create dalla crisi del debito internazionale in Europa.
Congiuntura internazionale
Nel corso degli ultimi mesi le previsioni per la congiuntura internazionale sono peggiorate. Nei mesi di luglio e agosto, a causa della mancata soluzione politica dei problemi di debito pubblico della zona euro, i mercati finanziari sono stati colpiti da un ulteriore calo della fiducia e da gravi turbolenze (come i cali di quotazione). Anche gli indicatori dell’economia reale hanno subito tali influssi: in molti paesi il clima imprenditoriale e del consumo è nettamente peggiorato.
Soprattutto riguardo alla zona euro, le prospettive congiunturali per i prossimi trimestri sono particolarmente modeste. Alla luce della recente forte dinamica regressiva degli indicatori preventivi, sussiste persino un forte rischio di recessione, anche se in questo momento una modesta crescita per l'intera zona euro sembra essere lo scenario più verosimile da prevedere per il 2012. Anche sui Paesi trainanti, come la Germania, incombe un rallentamento congiunturale a causa di prospettive più negative in relazione alle esportazioni. A pregiudicare ulteriormente la situazione vi sono i problemi di cui soffrono i Paesi periferici, gravati da un forte indebitamento e da scarsa competitività, in cui i programmi statali di risparmio a breve termine e gli inasprimenti fiscali potrebbero frenare ulteriormente una congiuntura già abbastanza debole. Stando agli indicatori congiunturali, meno negativi, a breve termine il rischio di recessione per gli USA sembrerebbe meno elevato rispetto alla zona euro. L’economia americana soffre tuttavia ancora delle durevoli ripercussioni della crisi immobiliare (la riduzione del debito privato associata ad un ristagno dei consumi, la disoccupazione che permane elevata, l’indebolimento del settore dell’edilizia), che anche in futuro potrebbero frenare la dinamica di crescita.
Anche i Paesi emergenti, che negli ultimi anni hanno beneficiato di una forte crescita (soprattutto in Asia, ma anche in America latina e nell’Europa orientale), sono in una fase di rallentamento economico che in molti casi è riconducibile anche ad una più rigida politica monetaria intesa ad evitare un surriscaldamento economico. Tuttavia vi sono scarsi indizi di un forte rallentamento, cosicché i Paesi emergenti dovrebbero poter continuare a sostenere la congiuntura mondiale nonostante tassi di crescita più bassi. Se, contrariamente alle previsioni, si verificasse un peggioramento della situazione, la politica monetaria e finanziaria dei Paesi emergenti beneficerebbe di maggiori margini operativi di quella dei Paesi industrializzati, rendendo possibili misure di sostegno più rapide.
Previsioni congiunturali per la Svizzera
In Svizzera nel primo semestre del 2011 la crescita economica è rimasta stabile nonostante primi segnali di rallentamento. Tuttavia sono aumentati gli indizi di un netto indebolimento congiunturale nella seconda metà dell’anno. Il deciso peggioramento degli indicatori di tendenza registrato nei mesi estivi potrebbe preludere ad un rallentamento dell’economia già nel terzo trimestre.
La situazione economica è difficile soprattutto per i settori d’esportazione, ramo turistico incluso. Nel corso di quest’anno, l’andamento delle esportazioni di beni finora è stato positivo, per quanto associato a cali di prezzo. La situazione valutaria sfavorevole finora ha eroso in modo evidente soprattutto i margini di guadagno delle imprese, mentre i volumi delle esportazioni si sono mantenuti ancora ad un livello relativamente buono. Un ulteriore fattore di aggravio è costituito dall'affievolimento a livello internazionale della congiuntura sui mercati di sbocco. Dopo che è stato fissato il limite inferiore per il corso del cambio CHF/EUR a 1,20 è stato possibile alleviare la situazione valutaria, nella misura in cui è cessato l’irrefrenabile apprezzamento del franco sui mercati valutari. Ciò potrebbe costituire un segnale positivo per le imprese e ripercuotersi favorevolmente sui piani d’investimento a lungo termine (decisioni riguardanti l’ubicazione) in Svizzera. Tuttavia, anche in base all’attuale livello dei corsi, la quotazione del franco svizzero risulta ancora molto elevata praticamente nei confronti di tutte le valute importanti. Le previsioni del gruppo di esperti presuppongono (tecnicamente) che il corso di cambio resti invariato (cioè che fino alla fine del 2012 il tasso di cambio franco svizzero/euro rimanga all’attuale livello di 1,20).
Alla luce del concorso di eventi sfavorevoli ‒ indebolimento congiunturale a livello mondiale e valore elevato del franco svizzero ‒ l’andamento della crescita dell’economia svizzera potrebbe subire un forte rallentamento, per quanto non siano da escludere anche singoli trimestri con un calo della produzione economica (con una variazione rispetto al trimestre precedente). Il gruppo di esperti ritiene invece piuttosto improbabile che la Svizzera possa cadere in una vera e propria recessione (netto calo del PIL per diversi trimestri), a condizione che la situazione economica mondiale non subisca un ulteriore grave peggioramento. Tutto sommato il gruppo di esperti prevede per la Svizzera un calo della dinamica congiunturale nei prossimi trimestri, seguita da una graduale ripresa nel corso dell’anno prossimo. Grazie ai risultati della prima parte dell’anno ‒ ancora positivi ‒ per l’intero arco del 2011 si delinea una crescita del PIL dell’1,9 % (previsioni precedenti: 2,1 %). Invece i valori relativi alle previsioni congiunturali per il 2012 sono stati profondamente rivisti , scendendo allo 0,9 % (previsioni precedenti: 1,5 %).
Si prevede un netto indebolimento soprattutto per le esportazioni e, a causa del peggioramento delle prospettive di vendita e di guadagno, per gli investimenti per impianti e attrezzature effettuati dalle imprese. Invece i settori economici orientati al mercato interno dovrebbe poter continuare a sostenere la congiuntura svizzera e contribuire a mitigarne il rallentamento. Grazie ai bassi tassi d’interesse e alla crescita demografica, le prospettive restano favorevoli soprattutto per gli investimenti per l’edilizia, anche se il picco di crescita potrebbe essere stato superato. Un leggero contributo alla crescita dovrebbe provenire anche dai consumi privati, sebbene l’andamento dei consumi negli ultimi trimestri sia stato rallentato dal peggioramento del clima di fiducia dei consumatori nonché dai maggiori acquisti effettuati all’estero a causa dei tassi di cambio, risultando così leggermente inferiore alle aspettative.
Dal mercato del lavoro giungono primi segnali di una fine dell’andamento positivo. Nell’agosto 2011 il calo della disoccupazione su base destagionalizzata si è praticamente arrestato (tasso di disoccupazione del 3 %). Sulla base di diversi indicatori preventivi del mercato del lavoro si può ritenere che nel prossimo futuro la crescita occupazionale sarà più debole, ma non si prevede un calo imminente. Nel corso del prossimo anno la situazione del mercato del lavoro potrebbe peggiorare leggermente. Per la prima volta dopo il 2009, nel 2012 la disoccupazione potrebbe aumentare a causa della debole fase congiunturale. Il gruppo di esperti prevede un tasso di disoccupazione medio annuo del 3,1 % per il 2011 e del 3,4 % per il 2012.
Nonostante la politica monetaria espansiva in diversi Paesi, lo scenario congiunturale pronosticato è associato ad un pericolo di inflazione per il 2012 ancora estremamente basso. Non è prevista alcuna pressione inflazionistica, né sui mercati dei prodotti né su quelli del lavoro. Alla luce del rallentamento congiunturale mondiale, anche le spinte al rincaro provenienti dal prezzo del petrolio dovrebbero mantenersi entro limiti ristretti. Il gruppo di esperti prevede pertanto sia per il 2011 (0,4 %) sia per il 2012 (0,3 %) tassi d’inflazione molto bassi.
Rischi congiunturali
I maggiori rischi per l’economia mondiale e per la Svizzera derivano, come già in precedenza, dalla crisi europea del debito e dal conseguente nervosismo sui mercati finanziari. Il perdurare di turbolenze del mercato finanziario nasconde il rischio di contraccolpi negativi sulla congiuntura e sull’economia reale, ad esempio mediante un costante ribasso azionario (effetti negativi sulla ricchezza; rischio di condizioni per la concessione di crediti più restrittive nel caso di un peggioramento della crisi bancaria, riluttanza, per motivi d’incertezza, ad effettuare investimenti economici). Un esempio paradigmatico negativo è costituito dagli avvenimenti dell’autunno 2008, quando un crisi di fiducia sui mercati finanziari ha innescato su scala mondiale una spirale congiunturale regressiva che ha portato ad un crollo del commercio mondiale di eccezionale gravità. Tuttavia, le esperienza maturate in tale occasione hanno portato le banche centrali ad impegnarsi fortemente e rapidamente per contrastare con decisione l’eventualità di una nuova crisi dei mercati finanziari (ad es. con la messa a disposizione in tempi brevi di maggiore liquidità). Inoltre, in considerazione della crisi del debito internazionale che colpisce gli Stati della zona euro, è presumibile un impegno forte e costante della politica economica europea volto a scongiurare un’altra escalation, ed i rischi per la stabilità finanziaria che essa comporterebbe (ad es. insolvenza incontrollata degli Stati).
Anche se al momento in primo piano vi sono i rischi di un ribasso congiunturale dei mercati finanziari, gli attuali timori riguardo all’andamento congiunturale potrebbero rivelarsi del tutto eccessivi. Da un lato non sussistono più i fattori di aggravio che, per un certo tempo, negli scorsi mesi hanno rallentato l’andamento dell’economia globale; in particolare si trattava della catastrofe naturale e dell’incidente nucleare avvenute in Giappone, che hanno perturbato a livello mondiale le catene produttive e commerciali. Altri elementi che indurrebbero a escludere l’eventualità di un forte indebolimento congiunturale su scala mondiale sono il permanere di una politica monetaria fortemente espansiva nei Paesi industrializzati, la buona situazione finanziaria di molte imprese (al di fuori del settore finanziario), nonché la solidità strutturale dei Paesi emergenti. Il rasserenamento del clima potrebbe inoltre comportare un deprezzamento del franco svizzero sui mercati valutari (grazie ad una minore domanda di beni rifugio), con conseguenze positive sulla congiuntura svizzera.
* Il gruppo di esperti della Confederazione pubblica quattro volte l'anno una previsione sull'evoluzione congiunturale in Svizzera. La previsione per il mese di settembre 2011 è commentata nel presente comunicato stampa. L’attuale pubblicazione delle «Tendances conjoncturelles» integra queste previsioni e approfondisce altri aspetti dell’attuale andamento congiunturale. È allegata in forma cartacea alle edizioni di febbraio, aprile, luglio e ottobre della rivista «La vie économique».
È consultabile gratuitamente in formato pdf anche su Internet
Alcune previsioni per l'economia Svizzera.
Congiuntura internazionale
Nel corso degli ultimi mesi le previsioni per la congiuntura internazionale sono peggiorate. Nei mesi di luglio e agosto, a causa della mancata soluzione politica dei problemi di debito pubblico della zona euro, i mercati finanziari sono stati colpiti da un ulteriore calo della fiducia e da gravi turbolenze (come i cali di quotazione). Anche gli indicatori dell’economia reale hanno subito tali influssi: in molti paesi il clima imprenditoriale e del consumo è nettamente peggiorato.
Soprattutto riguardo alla zona euro, le prospettive congiunturali per i prossimi trimestri sono particolarmente modeste. Alla luce della recente forte dinamica regressiva degli indicatori preventivi, sussiste persino un forte rischio di recessione, anche se in questo momento una modesta crescita per l'intera zona euro sembra essere lo scenario più verosimile da prevedere per il 2012. Anche sui Paesi trainanti, come la Germania, incombe un rallentamento congiunturale a causa di prospettive più negative in relazione alle esportazioni. A pregiudicare ulteriormente la situazione vi sono i problemi di cui soffrono i Paesi periferici, gravati da un forte indebitamento e da scarsa competitività, in cui i programmi statali di risparmio a breve termine e gli inasprimenti fiscali potrebbero frenare ulteriormente una congiuntura già abbastanza debole. Stando agli indicatori congiunturali, meno negativi, a breve termine il rischio di recessione per gli USA sembrerebbe meno elevato rispetto alla zona euro. L’economia americana soffre tuttavia ancora delle durevoli ripercussioni della crisi immobiliare (la riduzione del debito privato associata ad un ristagno dei consumi, la disoccupazione che permane elevata, l’indebolimento del settore dell’edilizia), che anche in futuro potrebbero frenare la dinamica di crescita.
Anche i Paesi emergenti, che negli ultimi anni hanno beneficiato di una forte crescita (soprattutto in Asia, ma anche in America latina e nell’Europa orientale), sono in una fase di rallentamento economico che in molti casi è riconducibile anche ad una più rigida politica monetaria intesa ad evitare un surriscaldamento economico. Tuttavia vi sono scarsi indizi di un forte rallentamento, cosicché i Paesi emergenti dovrebbero poter continuare a sostenere la congiuntura mondiale nonostante tassi di crescita più bassi. Se, contrariamente alle previsioni, si verificasse un peggioramento della situazione, la politica monetaria e finanziaria dei Paesi emergenti beneficerebbe di maggiori margini operativi di quella dei Paesi industrializzati, rendendo possibili misure di sostegno più rapide.
Previsioni congiunturali per la Svizzera
In Svizzera nel primo semestre del 2011 la crescita economica è rimasta stabile nonostante primi segnali di rallentamento. Tuttavia sono aumentati gli indizi di un netto indebolimento congiunturale nella seconda metà dell’anno. Il deciso peggioramento degli indicatori di tendenza registrato nei mesi estivi potrebbe preludere ad un rallentamento dell’economia già nel terzo trimestre.
La situazione economica è difficile soprattutto per i settori d’esportazione, ramo turistico incluso. Nel corso di quest’anno, l’andamento delle esportazioni di beni finora è stato positivo, per quanto associato a cali di prezzo. La situazione valutaria sfavorevole finora ha eroso in modo evidente soprattutto i margini di guadagno delle imprese, mentre i volumi delle esportazioni si sono mantenuti ancora ad un livello relativamente buono. Un ulteriore fattore di aggravio è costituito dall'affievolimento a livello internazionale della congiuntura sui mercati di sbocco. Dopo che è stato fissato il limite inferiore per il corso del cambio CHF/EUR a 1,20 è stato possibile alleviare la situazione valutaria, nella misura in cui è cessato l’irrefrenabile apprezzamento del franco sui mercati valutari. Ciò potrebbe costituire un segnale positivo per le imprese e ripercuotersi favorevolmente sui piani d’investimento a lungo termine (decisioni riguardanti l’ubicazione) in Svizzera. Tuttavia, anche in base all’attuale livello dei corsi, la quotazione del franco svizzero risulta ancora molto elevata praticamente nei confronti di tutte le valute importanti. Le previsioni del gruppo di esperti presuppongono (tecnicamente) che il corso di cambio resti invariato (cioè che fino alla fine del 2012 il tasso di cambio franco svizzero/euro rimanga all’attuale livello di 1,20).
Alla luce del concorso di eventi sfavorevoli ‒ indebolimento congiunturale a livello mondiale e valore elevato del franco svizzero ‒ l’andamento della crescita dell’economia svizzera potrebbe subire un forte rallentamento, per quanto non siano da escludere anche singoli trimestri con un calo della produzione economica (con una variazione rispetto al trimestre precedente). Il gruppo di esperti ritiene invece piuttosto improbabile che la Svizzera possa cadere in una vera e propria recessione (netto calo del PIL per diversi trimestri), a condizione che la situazione economica mondiale non subisca un ulteriore grave peggioramento. Tutto sommato il gruppo di esperti prevede per la Svizzera un calo della dinamica congiunturale nei prossimi trimestri, seguita da una graduale ripresa nel corso dell’anno prossimo. Grazie ai risultati della prima parte dell’anno ‒ ancora positivi ‒ per l’intero arco del 2011 si delinea una crescita del PIL dell’1,9 % (previsioni precedenti: 2,1 %). Invece i valori relativi alle previsioni congiunturali per il 2012 sono stati profondamente rivisti , scendendo allo 0,9 % (previsioni precedenti: 1,5 %).
Si prevede un netto indebolimento soprattutto per le esportazioni e, a causa del peggioramento delle prospettive di vendita e di guadagno, per gli investimenti per impianti e attrezzature effettuati dalle imprese. Invece i settori economici orientati al mercato interno dovrebbe poter continuare a sostenere la congiuntura svizzera e contribuire a mitigarne il rallentamento. Grazie ai bassi tassi d’interesse e alla crescita demografica, le prospettive restano favorevoli soprattutto per gli investimenti per l’edilizia, anche se il picco di crescita potrebbe essere stato superato. Un leggero contributo alla crescita dovrebbe provenire anche dai consumi privati, sebbene l’andamento dei consumi negli ultimi trimestri sia stato rallentato dal peggioramento del clima di fiducia dei consumatori nonché dai maggiori acquisti effettuati all’estero a causa dei tassi di cambio, risultando così leggermente inferiore alle aspettative.
Dal mercato del lavoro giungono primi segnali di una fine dell’andamento positivo. Nell’agosto 2011 il calo della disoccupazione su base destagionalizzata si è praticamente arrestato (tasso di disoccupazione del 3 %). Sulla base di diversi indicatori preventivi del mercato del lavoro si può ritenere che nel prossimo futuro la crescita occupazionale sarà più debole, ma non si prevede un calo imminente. Nel corso del prossimo anno la situazione del mercato del lavoro potrebbe peggiorare leggermente. Per la prima volta dopo il 2009, nel 2012 la disoccupazione potrebbe aumentare a causa della debole fase congiunturale. Il gruppo di esperti prevede un tasso di disoccupazione medio annuo del 3,1 % per il 2011 e del 3,4 % per il 2012.
Nonostante la politica monetaria espansiva in diversi Paesi, lo scenario congiunturale pronosticato è associato ad un pericolo di inflazione per il 2012 ancora estremamente basso. Non è prevista alcuna pressione inflazionistica, né sui mercati dei prodotti né su quelli del lavoro. Alla luce del rallentamento congiunturale mondiale, anche le spinte al rincaro provenienti dal prezzo del petrolio dovrebbero mantenersi entro limiti ristretti. Il gruppo di esperti prevede pertanto sia per il 2011 (0,4 %) sia per il 2012 (0,3 %) tassi d’inflazione molto bassi.
Rischi congiunturali
I maggiori rischi per l’economia mondiale e per la Svizzera derivano, come già in precedenza, dalla crisi europea del debito e dal conseguente nervosismo sui mercati finanziari. Il perdurare di turbolenze del mercato finanziario nasconde il rischio di contraccolpi negativi sulla congiuntura e sull’economia reale, ad esempio mediante un costante ribasso azionario (effetti negativi sulla ricchezza; rischio di condizioni per la concessione di crediti più restrittive nel caso di un peggioramento della crisi bancaria, riluttanza, per motivi d’incertezza, ad effettuare investimenti economici). Un esempio paradigmatico negativo è costituito dagli avvenimenti dell’autunno 2008, quando un crisi di fiducia sui mercati finanziari ha innescato su scala mondiale una spirale congiunturale regressiva che ha portato ad un crollo del commercio mondiale di eccezionale gravità. Tuttavia, le esperienza maturate in tale occasione hanno portato le banche centrali ad impegnarsi fortemente e rapidamente per contrastare con decisione l’eventualità di una nuova crisi dei mercati finanziari (ad es. con la messa a disposizione in tempi brevi di maggiore liquidità). Inoltre, in considerazione della crisi del debito internazionale che colpisce gli Stati della zona euro, è presumibile un impegno forte e costante della politica economica europea volto a scongiurare un’altra escalation, ed i rischi per la stabilità finanziaria che essa comporterebbe (ad es. insolvenza incontrollata degli Stati).
Anche se al momento in primo piano vi sono i rischi di un ribasso congiunturale dei mercati finanziari, gli attuali timori riguardo all’andamento congiunturale potrebbero rivelarsi del tutto eccessivi. Da un lato non sussistono più i fattori di aggravio che, per un certo tempo, negli scorsi mesi hanno rallentato l’andamento dell’economia globale; in particolare si trattava della catastrofe naturale e dell’incidente nucleare avvenute in Giappone, che hanno perturbato a livello mondiale le catene produttive e commerciali. Altri elementi che indurrebbero a escludere l’eventualità di un forte indebolimento congiunturale su scala mondiale sono il permanere di una politica monetaria fortemente espansiva nei Paesi industrializzati, la buona situazione finanziaria di molte imprese (al di fuori del settore finanziario), nonché la solidità strutturale dei Paesi emergenti. Il rasserenamento del clima potrebbe inoltre comportare un deprezzamento del franco svizzero sui mercati valutari (grazie ad una minore domanda di beni rifugio), con conseguenze positive sulla congiuntura svizzera.
* Il gruppo di esperti della Confederazione pubblica quattro volte l'anno una previsione sull'evoluzione congiunturale in Svizzera. La previsione per il mese di settembre 2011 è commentata nel presente comunicato stampa. L’attuale pubblicazione delle «Tendances conjoncturelles» integra queste previsioni e approfondisce altri aspetti dell’attuale andamento congiunturale. È allegata in forma cartacea alle edizioni di febbraio, aprile, luglio e ottobre della rivista «La vie économique».
È consultabile gratuitamente in formato pdf anche su Internet
Alcune previsioni per l'economia Svizzera.

