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05.09.2011
Necessarie misure urgenti contro il franco forte
LʼAITI esprime soddisfazione solo parziale nei confronti del pacchetto di misure per 870 milioni di franchi varato negli scorsi giorni dal Consiglio federale per contrastare le conseguenze derivanti dalla forza del franco svizzero
Accanto ad alcune misure senz’altro positive per rafforzare le condizioni quadro competitive dell’economia svizzera a medio e lungo termine, mancano tuttavia misure urgenti per far fronte alla situazione nel breve termine.
E’ evidente che solo attraverso un riequilibrio dei rapporti di cambio fra il franco svizzero e l’euro, senza dimenticare il dollaro americano, soprattutto le imprese che esportano potranno ritrovare la redditività persa in questi ultimi mesi. Ciò non toglie che le imprese siano costrette a trovare soluzioni già a breve termine, contenendo nella misura maggiore possibile ogni voce di costo aziendale.
La Confederazione è chiamata a rafforzare le condizioni quadro dell’economia svizzera per irrobustirne la competitività a medio e lungo termine. Si tratta a nostro giudizio in particolare:
I fondi supplementari per l’assicurazione disoccupazione serviranno a rispondere al prospettato aumento delle richieste di indennità di lavoro ridotto, tanto più che dalle imprese giungono i primi segnali di una futura contrazione degli ordinativi.
Positivo il giudizio sull’aumento delle risorse messe a disposizione della Commissione federale della tecnologia e innovazione, ma chiediamo che le procedure di accettazione ed esecuzione del progetti CTI a favore delle imprese vengano significativamente semplificati e accelerati.
Auspichiamo d’altra parte che con il secondo pacchetto di misure 2012 che verrà presentato alle Camere federali nella sessione invernale, si presti attenzione pure a provvedimenti con i quali contenere l’aumento dei costi dell’energia e sgravi fiscali nell’ambito della riforma III dell’imposizione delle imprese.
La situazione delle imprese esportarici e di quelle che vendono a clienti svizzeri che a loro volta esportano è molto difficile. L’AITI prende atto del fatto che le misure proposte dal Consiglio federale agiranno solo a medio e lungo termine; per le imprese appartenenti ad alcuni rami di attività ciò sarà forse troppo tardi.
Restano sul tappeto alcune misure che potrebbero rapidamente diventare d’attualità qualora il franco svizzero dovesse mantenersi al livello attuale di cambio. Ci riferiamo in particolare all’estensione della Garanzia contro i rischi all’esportazione ai rischi di cambio, alla riduzione parziale e temporanea degli oneri sociali a carico delle imprese, alla riduzione dei dazi all’importazione e dei dazi sui carburanti.
Anche se la chiave della soluzione dei problemi legati al franco forte risiede soprattutto nelle possibilità d’azione della Banca nazionale svizzera e dell’autorità federale, l’Associazione industrie ticinesi ritiene che il Consiglio di Stato del cantone Ticino e il Gran Consiglio debbano rapidamente approfondire e adottare misure in diversi ambiti. Ne segnaliamo alcuni:
Di fronte a situazioni eccezionali è necessario adottare misure straordinarie. L’obiettivo ultimo deve restare quello del mantenimento della competitività dell’economia cantonale e della salvaguardia dei posti di lavoro.
E’ evidente che solo attraverso un riequilibrio dei rapporti di cambio fra il franco svizzero e l’euro, senza dimenticare il dollaro americano, soprattutto le imprese che esportano potranno ritrovare la redditività persa in questi ultimi mesi. Ciò non toglie che le imprese siano costrette a trovare soluzioni già a breve termine, contenendo nella misura maggiore possibile ogni voce di costo aziendale.
La Confederazione è chiamata a rafforzare le condizioni quadro dell’economia svizzera per irrobustirne la competitività a medio e lungo termine. Si tratta a nostro giudizio in particolare:
- della riduzione del carico burocratico e amministrativo che pesa sulle PMI;
- del rapido avanzamento del progetto di tasso unico dell’IVA;
- dell’adozione di nuovi accordi di libero scambio con paesi appartenenti ad aree geografiche in crescita economica;
- dell’adozione delle misure atte a smantellare i diversi cartelli (verticali e non) che rincarano i costi a carico delle imprese e dei consumatori.
I fondi supplementari per l’assicurazione disoccupazione serviranno a rispondere al prospettato aumento delle richieste di indennità di lavoro ridotto, tanto più che dalle imprese giungono i primi segnali di una futura contrazione degli ordinativi.
Positivo il giudizio sull’aumento delle risorse messe a disposizione della Commissione federale della tecnologia e innovazione, ma chiediamo che le procedure di accettazione ed esecuzione del progetti CTI a favore delle imprese vengano significativamente semplificati e accelerati.
Auspichiamo d’altra parte che con il secondo pacchetto di misure 2012 che verrà presentato alle Camere federali nella sessione invernale, si presti attenzione pure a provvedimenti con i quali contenere l’aumento dei costi dell’energia e sgravi fiscali nell’ambito della riforma III dell’imposizione delle imprese.
La situazione delle imprese esportarici e di quelle che vendono a clienti svizzeri che a loro volta esportano è molto difficile. L’AITI prende atto del fatto che le misure proposte dal Consiglio federale agiranno solo a medio e lungo termine; per le imprese appartenenti ad alcuni rami di attività ciò sarà forse troppo tardi.
Restano sul tappeto alcune misure che potrebbero rapidamente diventare d’attualità qualora il franco svizzero dovesse mantenersi al livello attuale di cambio. Ci riferiamo in particolare all’estensione della Garanzia contro i rischi all’esportazione ai rischi di cambio, alla riduzione parziale e temporanea degli oneri sociali a carico delle imprese, alla riduzione dei dazi all’importazione e dei dazi sui carburanti.
Anche se la chiave della soluzione dei problemi legati al franco forte risiede soprattutto nelle possibilità d’azione della Banca nazionale svizzera e dell’autorità federale, l’Associazione industrie ticinesi ritiene che il Consiglio di Stato del cantone Ticino e il Gran Consiglio debbano rapidamente approfondire e adottare misure in diversi ambiti. Ne segnaliamo alcuni:
- estensione del campo di applicazione della legge cantonale sul rilancio dell’occupazione (L-Rilocc), dato che fra gli scopi della legge vi è anche quello di prevenire la disoccupazione;
- ipotesi di credito quadro (garantito da una fideiussione del Cantone) per sostenere la capacità concorrenziale e innovativa delle imprese, nella prospettiva eventuale di un inasprimento delle condizioni di accesso al credito da parte delle banche;
- riduzione degli oneri a carico delle imprese in termini di imposizione fiscale e tasse;
- riduzione del prezzo dell’energia e sua stabilizzazione nel medio termine;
- incremento degli incentivi per la partecipazione a fiere specialistiche;
- supporto all’internazionalizazzione delle imprese ticinesi, in collaborazione con il settore privato, in particolare verso le aree geografiche meno dipendenti dall’euro e al di fuori dell’Europa, allo scopo di trovare sia nuovi sia clienti sia nuovi fornitori;
- estensione degli ammortamenti accelerati per nuovi investimenti.
Di fronte a situazioni eccezionali è necessario adottare misure straordinarie. L’obiettivo ultimo deve restare quello del mantenimento della competitività dell’economia cantonale e della salvaguardia dei posti di lavoro.


