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28.09.2010

Mille franchi per figlio: chi paga ?

La campagna elettorale in Ticino è davvero iniziata. Nonostante il cantone Ticino sia già uno dei Cantoni svizzeri più generosi in materia sociale, il Gran Consiglio negli scorsi giorni ha approvato una mozione in base alla quale verranno assegnati mille franchi per ogni nuovo figlio nato o adottato. Ma a pagare questo ulteriore gesto sociale saranno molto probabilmente i datori di lavoro o tutti i cittadini attraverso le imposte.

Una risicatissima maggioranza del Parlamento cantonale, a qualche mese dalle elezioni cantonali, ha deciso negli scorsi giorni di introdurre un assegno di nascita e di adozione di 1'000 franchi una tantum, comunque indicizzato, dando così seguito ad una mozione con la quale si spenderanno circa tre milioni di franchi ogni anno per assegni « a pioggia ». Con questa decisione il Parlamento cantonale ha sconfessato la volontà politica del Governo cantonale di intervenire con sussidi mirati e non ad innaffiatoio, all’insegna di una politica sociale estremamente generosa rispetto a molti altri Cantoni svizzeri.
L’intento di invertire la rotta sul fronte della riduzione delle nascite è senz’altro lodevole, ma la soluzione adottata dal Gran Consiglio è sbagliata e inutile, perché nessuno farà più figli sapendo che potrà percepire un assegno di mille franchi. Inoltre, il paragone con altri Cantoni che riconoscono un assegno di nascita o d’adozione non regge in quanto la socialità di questi Cantoni, anche verso le famiglie, è certamente meno generosa di quella applicata in Ticino. Non da ultimo, il nostro Cantone in particolare proprio per le famiglie permette deduzioni fiscali estremamente generose e dal 10 gennaio di quest’anno ha potenziato il sostegno alla formazione dei giovani attraverso il Fondo cantonale per la formazione professionale, con un prelievo obbligatorio per tutte le imprese sulla massa salariale.
In un periodo di ristrettezze finanziarie per gli enti pubblici, in una situazione congiunturale ancora instabile che ha colpito fortemente negli ultimi diciotto mesi sia le imprese sia i lavoratori, introdurre un nuovo assegno di nascita e di adozione appare poco responsabile.
Non si può dimenticare che con il voto di domenica scorsa a livello federale, dovranno già essere aumentati i prelievi a carico dei datori di lavoro e dei lavoratori per risanare il disavanzo dell’assicurazione disoccupazione, mentre dal prossimo 1o gennaio aumenterà pure il tasso principale dell’IVA all’8 %.
A parole si dicono un pò tutti favorevoli a sostenere l’economia cantonale e si chiede continuamente a quest’ultima uno sforzo per offrire posti di lavoro; nei fatti non si perde occasione invece per penalizzare chi contribuisce alla crescita e alla distribuzione del benessere e al sostegno degli enti pubblici attraverso il pagamento di un importante volume di imposte. Possiamo solo sperare che la campagna elettorale appena iniziata non riservi altre amare, se non ridicole, sorprese.
Segnaliamo infine che, come ricorda il Consiglio di Stato nel messaggio relativo alla mozione in questione, non sarà possibile limitare l’attribuzione dell’assegno di nascita e di adozione ai soli cittadini svizzeri.

CS mille franchi per figlio.pdf
 
 
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