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06.10.2011

La BNS in campo contro il franco svizzero forte. Permane la preoccupazione dell’economia ticinese

Una delegazione dell’AITI e della Cc-Ti ha incontrato i vertici della BNS a Zurigo

I vertici dell’Associazione industrie ticinesi e della Camera di commercio, dell’industria, dell’artigianato e dei servizi del cantone Ticino, accompagnati da un gruppo di imprenditori membri delle due organizzazioni economiche, hanno incontrato mercoledì 5 ottobre a Zurigo i vertici della Banca nazionale svizzera, nelle persone del prof. Dr. Jean-Pierre Danthine, membro del Direttorio della BNS, il dr. Attilio Zanetti, Responsabile del settore Congiuntura della BNS, accompagnati dal dr. Fabio Bossi e dal signor Mauro Picchi, rispettivamente nuovo Delegato della Banca nazionale svizzera per il Ticino e Delegato uscente.

L’incontro del 5 ottobre, richiesto dalle due associazioni economiche cantonali e organizzato a breve termine grazie alla pronta disponibilità della Banca nazionale svizzera, ha permesso di presentare la situazione reale dell’economia ticinese nei suoi diversi settori di attività di fronte alle difficoltà derivanti dalla forza del franco svizzero rispetto all’euro e al dollaro, con particolare riferimento all’industria d’esportazione, al commercio e al settore del turismo, ma pure alle imprese che operano più sul mercato interno e che tuttavia vendono prodotti e servizi ad altre imprese che a loro volta esportano nel mondo.
La fissazione da parte della BNS lo scorso 6 settembre di un valore minimo di cambio di 1.20 franchi per euro, soglia che la BNS stessa ha dichiarato di voler difendere nel tempo, rappresenta un riferimento importante ancorché insufficiente per gli imprenditori, confrontati ora alla necessità di fissare i prezzi dei prodotti per il prossimo anno. Un’inchiesta interna effettuata presso le imprese associate dell’AITI e della Cc-Ti ha evidenziato infatti che per una maggioranza di rami d’attività la soglia critica del valore di cambio si situa ad almeno 1.35 – 1.40 franchi per euro. E’ ragionevole pensare che se nulla fosse stato intentato da parte della nostra Banca centrale, il livello del franco svizzero rispetto all’euro sarebbe attualmente inferiore alla soglia di 1.20 franchi.

Il contesto dei rapporti di cambio sui mercati è caratterizzato sia da un enorme volatilità sia da oscillazioni anche repentine e violente che non permettono alle imprese di adattarsi con sufficiente tempestività ai livelli di cambio tra il franco svizzero e l’euro, rispettivamente il franco svizzero e il dollaro.

La decisione della BNS di fissare un valore minimo di cambio di 1.20 franchi per euro non è stata adottata per il breve termine e diversi indicatori, nel contesto attuale, inducono a ipotizzare un progressivo anche se parziale deprezzamento del franco svizzero. I rischi d’inflazione paiono, almeno per il momento, ancora contenuti. La situazione tuttavia potrebbe rapidamente mutare in base alla più o meno capacità e riuscita degli Stati di far fronte agli impegni di riduzione dei forti disavanzi finanziari.

AITI e Cc-Ti hanno espresso apprezzamento per l’operato della BNS, in un contesto monetario e finanziario estremamente difficile ancorché instabile a causa della situazione fortemente debitoria di molti Stati. Al di là delle oggettive situazioni e richieste dell’economia ticinese e svizzera, è ragionevole tenere in considerazione i rischi generali di dissesti finanziari degli Stati a livello europeo ed extra europeo, che se avessero effettivamente luogo creerebbero danni molto importanti e pericolosi al sistema economico e finanziario.

AITI e Cc-Ti hanno chiesto ai vertici della BNS di operare ulteriormente nella direzione di un ulteriore deprezzamento del franco svizzero.
Di fronte alla reale prospettiva di un rallentamento della congiuntura nel quarto trimestre del 2011 e per almeno la prima metà del 2012, come evidenziato dai più recenti indicatori economici, AITI e Cc-Ti si attendono segnali e interventi tangibili in più direzioni da parte della politica federale e cantonale a sostegno del tessuto economico e imprenditoriale svizzero e ticinese, ciò che, del resto, è già stato a più riprese auspicato nel corso dell’estate.

 
CS Incontro BNS - AITI - Cc-Ti.pdf
 
 
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