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24.08.2009 - Keywords: Votazioni federali, AI

L’AITI dice SÌ al finanziamento aggiuntivo temporaneo dell’AI

In vista della votazione federale del prossimo 27 settembre l’Associazione industrie ticinesi sostiene il decreto federale che prevede il finanziamento aggiuntivo temporaneo dell’assicurazione invalidità mediante l’aumento delle aliquote dell’imposta sul valore aggiunto.

Il forte peggioramento della situazione finanziaria dell’assicurazione invalidità rende sempre più necessario il suo risanamento. Se non si intraprende nulla, il debito complessivo dell’AI – che alla fine del 2008 ha raggiunto i 13 miliardi di franchi – aumenterà al ritmo di almeno 1,4 miliardi di franchi all’anno. Il risanamento dell’AI si rende tuttavia necessario anche perché i debiti dell’AI sono coperti dall’AVS. La crescita dell’indebitamento dell’AI riduce progressivamente la liquidità di cui l’AVS ha bisogno per garantire le sue rendite.

L’aumento delle aliquote IVA in un momento economicamente insidioso – l’aumento dello 0,4 % previsto è comunque temporaneo, dal 2011 al 2017 – è una scelta difficile, ma d’altra parte l’alternativa, cioè l’aumento degli oneri sociali a carico dei datori di lavoro, è una scelta certamente peggiore e pericolosa per la già difficile concorrenzialità delle imprese. Il finanziamento aggiuntivo consentirà di colmare temporaneamente il disavanzo annuo dell’AI e di arrestare la spirale del suo indebitamento. Un rinvio del risanamento finanziario dell’AI è improponibile perché ciò creerebbe costi ancora maggiori in futuro. 

L’auspicio dell’AITI è che il posticipo dell’entrata in vigore dell’aumento delle aliquote IVA al 2011 renda questa misura meno pro ciclica e permetta un contenimento del debito dell’AI senza eccessive ricadute congiunturali. L’AITI è tuttavia convinta che a lungo termine i disavanzi strutturali dell’AI dovranno essere diminuiti intervenendo anche sul fronte delle uscite e per questo sostiene la direzione intrapresa dal Consiglio federale con la sesta revisione dell’AI.  

L’AITI auspica inoltre che l’imposta sul valore aggiunto in futuro non funga ripetutamente da strumento discrezionale per ottenere nuove entrate vincolate alla copertura di fondi o progetti altrimenti non sostenibili finanziariamente.  

CS20090927.pdf

 
 
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