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22.07.2011
Intervista a Jörg De Bernardi
Delegato del Cantone per i rapporti confederali
Dallo scorso 1. marzo in qualità di delegato del Ticino a Berna, lei difende gli interessi del Ticino in seno all'Amministrazione federale, promuove le candidature ticinesi nell'Amministrazione federale e difende l'immagine pubblica del Ticino. C'è uno di questi 3 aspetti su cui si sta maggiormente concentrando? Quale di questi 3 obiettivi le appare oggi meno difficile da raggiungere?
La tutela degli interessi del Canton Ticino è sicuramente il compito più importante, in termini d'impegno e tempo occupato. Le relazioni confederali sono fittissime, ed è solo naturale che vi è sempre molta carne sul fuoco. Tanto per darle una idea più concreta, ecco alcuni incarti che mi hanno occupato in questi primi mesi, chi più chi meno: la questione del risanamento del tunnel autostradale del Gottardo, le relazioni bilaterali con l'Italia, i premi delle casse malati nel 2012, le misure d'accompagnamento alla libera circolazione o ancora la pianificazione territoriale. Per alcune di queste tematiche, il mio intervento è stato puntuale − una chiamata, una lettera. Per altre tematiche abbiamo adottato una strategia a lungo respiro, con una organizzazione di tipo gestione di progetto.
Un altro aspetto del mio operato che mi sta particolarmente a cuore sono le attività volte a far conoscere meglio il Ticino oltralpe: Il Ticino in molti campi ha trovato risposte innovative ed interessanti a problemi politici, e sono risposte che spesso hanno una valenza anche nazionale. Dobbiamo far conoscere e proporre attivamente questa realtà anche oltralpe, senza falsa modestia. Oltralpe rilevo una sincera disponibilità a capire meglio quello che sta succedendo da noi, anzi: direi che non vi è solo disponibilità, ma anche una certa curiosità. Si è infatti consci del fatto che le nozioni che si hanno del Ticino sono spesso più legate a cliché o facili pregiudizi che non a dati di fatto e informazioni complete e dettagliate sulla realtà complessa ed in continua evoluzione del nostro Cantone.
La promozione di candidature ticinesi è forse il compito più delicato: l'assunzione di una persona da parte di una particolare unità amministrativa è per molti versi un atto direi quasi "intimo". Il profilo della persona idonea solo in parte può essere esplicitato e formalizzato. Tanto dipende poi dalla simpatia, dalla composizione dell’unità, da una politica del personale poco uniforme a livello della Amministrazione federale, da mille fattori difficilmente valutabili dall'esterno. E' oltremodo difficile e delicato intervenire in maniera positiva in un processo come questo. Cerchiamo dunque di lavorare sulle condizioni quadro che reggono la politica del personale dell’Amministrazione federale. Accompagniamo inoltre eventuali candidate o candidati con consigli mirati. Per i posti a livello medio-alto cerchiamo di muoverci con largo anticipo, individuando i posti che si libereranno ed eventuali candidate e candidati ben prima che venga pubblicato un bando di concorso. Non è sempre facile trovare candidate e candidati ticinesi idonei e disposti chiudere bottega in Ticino a corto termine per trasferirsi a Berna.
Qual è stato il suo primo atto concreto "andato a segno" in qualità di delegato del Ticino a Berna?
Difficile rispondere a questa domanda, primo perché è raro che in politica qualcosa "vada a segno": si ragiona quasi sempre in termini di scarti, di piccole correzioni e modifiche nel senso auspicato. La politica, dopo tutto, è un gioco di campi di forza, e raramente queste relazioni possono essere modificate in maniera radicale in breve tempo. E' la somma di mille piccoli atti che può far la differenza, ed è sui mille piccoli gesti che bisogna poi valutare l'utilità o meno della mia funzione. L'altra ragione per la quale è difficile rispondere alla domanda è che io non lavoro in solitaria, ma in stretta collaborazione con le colleghe ed i colleghi della Amministrazione cantonale, sotto la guida politica del Consiglio di Stato. Si sono inoltre istaurati spontaneamente dei rapporti di lavoro intensi, buoni e proficui con i parlamentari ticinesi alle Camere federali, ma anche con la società civile, ad esempio con le associazioni economiche del Cantone ed il loro delegato, l'avvocato Michele Rossi. In altre parole: Non potrò mai vantarmi di un successo. Un "successo" non sarà mai mio, ma il frutto di una collaborazione efficace con molti attori.
Provo comunque a rispondere alla sua domanda, per darle un esempio concreto di quello che considero un piccolo successo, ottenuto grazie ad un buon gioco di squadra: La problematica del risanamento del tunnel autostradale del San Gottardo tende ad essere percepita in Svizzera interna come un problema unicamente regionale. Ne è prova il fatto che uno studio che la Consigliera federale Leuthard aveva commissionato in febbraio per approfondire l'impatto economico di una chiusura del tunnel, è stato limitato alle economie dei Cantoni Uri e Ticino. Questo studio tra l'altro è lui stesso già frutto di un intervento del Consiglio di Stato, che in febbraio ha chiesto di vedere la Consigliera federale Leuthard per esprimere la propria preoccupazione per l'analisi lacunosa della problematica da parte del Consiglio federale. Noi ci siamo detti: dato che l'Italia è il secondo partner commerciale della Svizzera, non vi sono forse altri Cantoni che potrebbero aver un interesse economico a non essere tagliati fuori dal mercato italiano per quasi tre anni? Ed in effetti, abbiamo scoperto che il Cantone con le relazioni commerciali di gran lunga più importanti con l'Italia non è il Ticino, bensì Basilea-città (il Ticino è al terzo posto della graduatoria, dopo il Canton Vaud). Abbiamo potuto analizzare più in dettaglio il volume commerciale con l'Italia e l'importanza del tunnel autostradale per il trasporto di questa merce in base ad analisi e dati elaborati da una associazione di categoria a Berna, associazione con la quale avevo preso contatto già da tempo. Ecco un piccolo esempio che illustra l'utilità di una presenza fisica permanente e di una fitta rete di contatti nella capitale federale. Abbiamo poi messo a disposizione questi dati a giornalisti d'Oltralpe e ne è risultato un articolo di tre quarti di pagina in uno dei grandi quotidiano della Svizzera tedesca, con tanto di grafici e analisi. In parallelo ci siamo attivati a livello politico: abbiamo approfittato della presenza di Consiglieri di Stato d'Oltralpe alla terza Conferenza sul federalismo a Mendrisio per rendergli attenti in maniera molto informale sui possibili effetti di una chiusura del tunnel autostradale del Gottardo per la loro economia. Infine, il Consigliere di Stato Marco Borradori ha tematizzato la questione in occasione della annuale Assemblea generale del Comitato del Gottardo tenutasi ad inizio giugno a Bellinzona. Si tratta di un’associazione che riunisce tutti i Cantoni situati lungo l'asse del San Gottardo, da Basilea al Ticino, e che tipicamente si occupa di questioni legati alla linea ferroviaria. Il Comitato del Gottardo ha diramato un comunicato stampa nel quale afferma che "lavori di risanamento della galleria avranno indubbie conseguenze a livello macroeconomico ed ecologico" e che "occorrano accertamenti supplementari di vasta portata che consentano di prendere decisioni ragionate in grado di riscuotere un ampio consenso". Ecco dunque un piccolo successo. Non vuol dire che i Cantoni situati lungo l'asse del San Gottardo sono ora a favore di un secondo tubo. Vuol però dire che siamo riusciti a sensibilizzare degli attori politici importanti alla questione e che questi concordano con noi sulla necessità di ulteriori approfondimenti. Siamo riusciti, in altre parole, a riaprire il dibattito su vari aspetti, dibattito che sembrava quasi chiuso a seguito del voto urano.
In che modo la sua esperienza passata alla Segreteria di Stato dell'economia (Seco) può aiutarla nel suo lavoro? Ha già portato dei frutti? Quali?
Il fatto di aver già lavorato per l'Amministrazione federale mi torna utile, per diverse ragioni. Questa esperienza mi ha permesso di conoscere un certo numero di persone in molti dipartimenti. Su questa base è ora più facile stabilire una relazione di fiducia. So poi per esperienza quali sono le procedure e i metodi di lavoro della Amministrazione, il che mi permette di intervenire in maniera più precisa. Non bisogna dimenticare che un incarto spesso riceve la sua impronta di base al livello tecnico-amministrativo. Riuscendo ad anticipare i tempi ed intervenire sugli incarti quando sono ancora malleabili ai livelli tecnici, permette di raggiungere buoni risultati senza eccessivo dispendio di energia politica. La tutela degli interessi − il famoso "lobbying" − è molto meno spettacolare di quanto non si possa pensare. Consiste perlopiù in mille piccoli atti volti ad assicurare un buon flusso delle informazioni, a mettere in rete le persone attive su un certo incarto, ad assicurare il rispetto di termini e regole procedurali. Solo raramente necessita stratagemmi complicati e un pressing politico. E' un lavoro da certosini, in altre parole, da portare avanti con tenacia, intelligenza e pazienza.
Qual è la giornata tipo del delegato del Ticino a Berna?
La giornata tipo non c'è. Tutto dipende dagli incarti d'attualità e dalle circostanze. Posso comunque dire che passo circa i due terzi del mio tempo a Berna e l'altro terzo in Ticino. Grossomodo la giornata si divide in tre parti, tra appuntamenti o sedute, colloqui telefonici e il lavoro d'ufficio. In merito a quest'ultimo bisogna dire che un aspetto importante del mio lavoro consiste nell’informare Bellinzona su quanto faccio. Se incontro un funzionario a Berna, anche solo per bere un caffè, ovviamente non lo faccio solo per curiosità personale o per simpatia, ma quale rappresentante del Cantone. Cerco di inviare un resoconto a chi di dovere a Bellinzona per ogni incontro e ogni attività, siano anche solo due righe per gli incontri più informali. Ci vuole un po' di disciplina, ma credo che è solo così che si possa assicurare una certa trasparenza sul mio operato e facilitare il flusso delle informazioni. Se menziono i colloqui telefonici come attività a parte è perché cerco quando posso di parlare con le persone, invece di inviare mail o lettere formali. Mi capita poi spesso di chiamare conoscenti senza ragione precisa ed immediata, tanto per vedere che aria tira e se vi sono novità.
La tutela degli interessi del Canton Ticino è sicuramente il compito più importante, in termini d'impegno e tempo occupato. Le relazioni confederali sono fittissime, ed è solo naturale che vi è sempre molta carne sul fuoco. Tanto per darle una idea più concreta, ecco alcuni incarti che mi hanno occupato in questi primi mesi, chi più chi meno: la questione del risanamento del tunnel autostradale del Gottardo, le relazioni bilaterali con l'Italia, i premi delle casse malati nel 2012, le misure d'accompagnamento alla libera circolazione o ancora la pianificazione territoriale. Per alcune di queste tematiche, il mio intervento è stato puntuale − una chiamata, una lettera. Per altre tematiche abbiamo adottato una strategia a lungo respiro, con una organizzazione di tipo gestione di progetto.
Un altro aspetto del mio operato che mi sta particolarmente a cuore sono le attività volte a far conoscere meglio il Ticino oltralpe: Il Ticino in molti campi ha trovato risposte innovative ed interessanti a problemi politici, e sono risposte che spesso hanno una valenza anche nazionale. Dobbiamo far conoscere e proporre attivamente questa realtà anche oltralpe, senza falsa modestia. Oltralpe rilevo una sincera disponibilità a capire meglio quello che sta succedendo da noi, anzi: direi che non vi è solo disponibilità, ma anche una certa curiosità. Si è infatti consci del fatto che le nozioni che si hanno del Ticino sono spesso più legate a cliché o facili pregiudizi che non a dati di fatto e informazioni complete e dettagliate sulla realtà complessa ed in continua evoluzione del nostro Cantone.
La promozione di candidature ticinesi è forse il compito più delicato: l'assunzione di una persona da parte di una particolare unità amministrativa è per molti versi un atto direi quasi "intimo". Il profilo della persona idonea solo in parte può essere esplicitato e formalizzato. Tanto dipende poi dalla simpatia, dalla composizione dell’unità, da una politica del personale poco uniforme a livello della Amministrazione federale, da mille fattori difficilmente valutabili dall'esterno. E' oltremodo difficile e delicato intervenire in maniera positiva in un processo come questo. Cerchiamo dunque di lavorare sulle condizioni quadro che reggono la politica del personale dell’Amministrazione federale. Accompagniamo inoltre eventuali candidate o candidati con consigli mirati. Per i posti a livello medio-alto cerchiamo di muoverci con largo anticipo, individuando i posti che si libereranno ed eventuali candidate e candidati ben prima che venga pubblicato un bando di concorso. Non è sempre facile trovare candidate e candidati ticinesi idonei e disposti chiudere bottega in Ticino a corto termine per trasferirsi a Berna.
Qual è stato il suo primo atto concreto "andato a segno" in qualità di delegato del Ticino a Berna?
Difficile rispondere a questa domanda, primo perché è raro che in politica qualcosa "vada a segno": si ragiona quasi sempre in termini di scarti, di piccole correzioni e modifiche nel senso auspicato. La politica, dopo tutto, è un gioco di campi di forza, e raramente queste relazioni possono essere modificate in maniera radicale in breve tempo. E' la somma di mille piccoli atti che può far la differenza, ed è sui mille piccoli gesti che bisogna poi valutare l'utilità o meno della mia funzione. L'altra ragione per la quale è difficile rispondere alla domanda è che io non lavoro in solitaria, ma in stretta collaborazione con le colleghe ed i colleghi della Amministrazione cantonale, sotto la guida politica del Consiglio di Stato. Si sono inoltre istaurati spontaneamente dei rapporti di lavoro intensi, buoni e proficui con i parlamentari ticinesi alle Camere federali, ma anche con la società civile, ad esempio con le associazioni economiche del Cantone ed il loro delegato, l'avvocato Michele Rossi. In altre parole: Non potrò mai vantarmi di un successo. Un "successo" non sarà mai mio, ma il frutto di una collaborazione efficace con molti attori.
Provo comunque a rispondere alla sua domanda, per darle un esempio concreto di quello che considero un piccolo successo, ottenuto grazie ad un buon gioco di squadra: La problematica del risanamento del tunnel autostradale del San Gottardo tende ad essere percepita in Svizzera interna come un problema unicamente regionale. Ne è prova il fatto che uno studio che la Consigliera federale Leuthard aveva commissionato in febbraio per approfondire l'impatto economico di una chiusura del tunnel, è stato limitato alle economie dei Cantoni Uri e Ticino. Questo studio tra l'altro è lui stesso già frutto di un intervento del Consiglio di Stato, che in febbraio ha chiesto di vedere la Consigliera federale Leuthard per esprimere la propria preoccupazione per l'analisi lacunosa della problematica da parte del Consiglio federale. Noi ci siamo detti: dato che l'Italia è il secondo partner commerciale della Svizzera, non vi sono forse altri Cantoni che potrebbero aver un interesse economico a non essere tagliati fuori dal mercato italiano per quasi tre anni? Ed in effetti, abbiamo scoperto che il Cantone con le relazioni commerciali di gran lunga più importanti con l'Italia non è il Ticino, bensì Basilea-città (il Ticino è al terzo posto della graduatoria, dopo il Canton Vaud). Abbiamo potuto analizzare più in dettaglio il volume commerciale con l'Italia e l'importanza del tunnel autostradale per il trasporto di questa merce in base ad analisi e dati elaborati da una associazione di categoria a Berna, associazione con la quale avevo preso contatto già da tempo. Ecco un piccolo esempio che illustra l'utilità di una presenza fisica permanente e di una fitta rete di contatti nella capitale federale. Abbiamo poi messo a disposizione questi dati a giornalisti d'Oltralpe e ne è risultato un articolo di tre quarti di pagina in uno dei grandi quotidiano della Svizzera tedesca, con tanto di grafici e analisi. In parallelo ci siamo attivati a livello politico: abbiamo approfittato della presenza di Consiglieri di Stato d'Oltralpe alla terza Conferenza sul federalismo a Mendrisio per rendergli attenti in maniera molto informale sui possibili effetti di una chiusura del tunnel autostradale del Gottardo per la loro economia. Infine, il Consigliere di Stato Marco Borradori ha tematizzato la questione in occasione della annuale Assemblea generale del Comitato del Gottardo tenutasi ad inizio giugno a Bellinzona. Si tratta di un’associazione che riunisce tutti i Cantoni situati lungo l'asse del San Gottardo, da Basilea al Ticino, e che tipicamente si occupa di questioni legati alla linea ferroviaria. Il Comitato del Gottardo ha diramato un comunicato stampa nel quale afferma che "lavori di risanamento della galleria avranno indubbie conseguenze a livello macroeconomico ed ecologico" e che "occorrano accertamenti supplementari di vasta portata che consentano di prendere decisioni ragionate in grado di riscuotere un ampio consenso". Ecco dunque un piccolo successo. Non vuol dire che i Cantoni situati lungo l'asse del San Gottardo sono ora a favore di un secondo tubo. Vuol però dire che siamo riusciti a sensibilizzare degli attori politici importanti alla questione e che questi concordano con noi sulla necessità di ulteriori approfondimenti. Siamo riusciti, in altre parole, a riaprire il dibattito su vari aspetti, dibattito che sembrava quasi chiuso a seguito del voto urano.
In che modo la sua esperienza passata alla Segreteria di Stato dell'economia (Seco) può aiutarla nel suo lavoro? Ha già portato dei frutti? Quali?
Il fatto di aver già lavorato per l'Amministrazione federale mi torna utile, per diverse ragioni. Questa esperienza mi ha permesso di conoscere un certo numero di persone in molti dipartimenti. Su questa base è ora più facile stabilire una relazione di fiducia. So poi per esperienza quali sono le procedure e i metodi di lavoro della Amministrazione, il che mi permette di intervenire in maniera più precisa. Non bisogna dimenticare che un incarto spesso riceve la sua impronta di base al livello tecnico-amministrativo. Riuscendo ad anticipare i tempi ed intervenire sugli incarti quando sono ancora malleabili ai livelli tecnici, permette di raggiungere buoni risultati senza eccessivo dispendio di energia politica. La tutela degli interessi − il famoso "lobbying" − è molto meno spettacolare di quanto non si possa pensare. Consiste perlopiù in mille piccoli atti volti ad assicurare un buon flusso delle informazioni, a mettere in rete le persone attive su un certo incarto, ad assicurare il rispetto di termini e regole procedurali. Solo raramente necessita stratagemmi complicati e un pressing politico. E' un lavoro da certosini, in altre parole, da portare avanti con tenacia, intelligenza e pazienza.
Qual è la giornata tipo del delegato del Ticino a Berna?
La giornata tipo non c'è. Tutto dipende dagli incarti d'attualità e dalle circostanze. Posso comunque dire che passo circa i due terzi del mio tempo a Berna e l'altro terzo in Ticino. Grossomodo la giornata si divide in tre parti, tra appuntamenti o sedute, colloqui telefonici e il lavoro d'ufficio. In merito a quest'ultimo bisogna dire che un aspetto importante del mio lavoro consiste nell’informare Bellinzona su quanto faccio. Se incontro un funzionario a Berna, anche solo per bere un caffè, ovviamente non lo faccio solo per curiosità personale o per simpatia, ma quale rappresentante del Cantone. Cerco di inviare un resoconto a chi di dovere a Bellinzona per ogni incontro e ogni attività, siano anche solo due righe per gli incontri più informali. Ci vuole un po' di disciplina, ma credo che è solo così che si possa assicurare una certa trasparenza sul mio operato e facilitare il flusso delle informazioni. Se menziono i colloqui telefonici come attività a parte è perché cerco quando posso di parlare con le persone, invece di inviare mail o lettere formali. Mi capita poi spesso di chiamare conoscenti senza ragione precisa ed immediata, tanto per vedere che aria tira e se vi sono novità.

