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17.06.2011

Innovazione chiave del successo per le PMI

Le PMI svizzere sanno gestire bene i veloci tempi di innovazione che caratterizzano l'economia moderna. È quanto sottolinea il sondaggio del Credit Suisse cui hanno partecipato circa 1800 PMI. Per la quarta volta consecutiva le PMI indicano il progresso tecnologico come la tendenza fondamentale che offre le maggiori opportunità.

Al giorno d'oggi non si può concepire un'industria senza progresso tecnologico, o innovazione. Per le imprese dei paesi industrializzati, il processo di costante rinnovamento è una scelta obbligata, imposta non solo dalla rapida evoluzione delle esigenze dei clienti, ma anche dalla concorrenza dei paesi emergenti. E infatti quasi tutte le imprese intervistate considerano l'innovazione un fattore essenziale alla loro sopravvivenza. Secondo il nostro sondaggio quasi un'impresa su tre ricava oltre un terzo del proprio fatturato da prodotti che hanno meno di tre anni. Ma innovare ha i suoi costi: quasi la metà delle imprese intervistate investe tra l'1 e il 5% del fatturato in progetti d'innovazione, e quasi una PMI su cinque persino oltre il 10%. Le innovazioni vengono finanziate principalmente con le riserve: più del 90% delle PMI ricorre a questa forma di finanziamento interno.

 

Collaboratori e management esperti come motori dell'innovazione

Ma da quali fonti nascono le buone idee delle PMI svizzere? Nella stragrande maggioranza dei casi l'impulso all'innovazione proviene dal management o dai collaboratori, con una leggera prevalenza di questi ultimi. Più di un terzo di tutte le PMI intervistate vede anche nei clienti una fonte preminente di nuove idee e il 16% di loro afferma di ricevere input importanti da fornitori e partner di cooperazione. Ma è il giovane creativo o il collaboratore esperto a dare la spinta iniziale? Quasi il 74% delle imprese dichiara che le innovazioni partono da collaboratori esperti. Solo il 6% delle PMI attribuisce ai collaboratori più giovani, agli apprendisti e ai neodiplomati il maggiore potenziale di innovazione.

 

L'ambiente di lavoro come fattore motivazionale

Non solo le conoscenze e l'esperienza, ma anche la motivazione dei singoli esercita un grande influsso sulla forza di innovazione dell'impresa. Quindi non sorprende che oltre tre quarti delle PMI intervistate promuova in modo mirato la capacità innovativa dei loro collaboratori. I due strumenti più importanti sono da un lato l'organizzazione dell'ambiente di lavoro (p. es. con orari di lavoro flessibili o assunzione di responsabilità), e dall'altro possibilità di crescita professionale nell'impresa (p. es. promozioni o formazione continua). Incentivi materiali, come premi o gratifiche, rientrano tra gli strumenti principali solo per poco meno del 30% delle imprese.

 

Le cooperazioni come fonte d'ispirazione esterna

In un mondo imprenditoriale sempre più complesso e interconnesso, il successo del lavoro di innovazione non dipende più solo dal know-how interno all'impresa, ma è necessario identificare, sfruttare e mettere in rete anche l'intelligenza esterna degli stakeholder di rilievo. Lo mostra chiaramente il nostro sondaggio, perché solo il 18% delle PMI non intrattiene collaborazioni con partner esterni. La rilevanza delle reti esterne cresce insieme alle dimensioni dell'impresa. La forma di cooperazione più frequentemente scelta è quella con i fornitori (45% delle PMI), seguita di stretta misura dalla collaborazione con i clienti (38%).

 

La sfida dell'insicurezza

Le innovazioni sono sempre associate a insicurezze e rischi. Questo può porre delle grandi sfide proprio alle PMI che dovendosi focalizzare su pochi progetti sono soggette a rischi d'accumulazione. Il nostro sondaggio evidenzia anche che il successo delle innovazioni raramente è scontato: il 45% delle imprese intervistate ha accantonato progetti di innovazione negli ultimi tre anni e ciò avviene, nella maggior parte dei casi, già nella fase di sviluppo.

 

Non mancano idee bensì…

Ma quali sono i fattori che inibiscono l'attività di innovazioni delle PMI? Il 35% degli intervistati ha indicato come ostacolo principale ai progetti i rendimenti limitati o i costi elevati, seguito a ruota dalla mancanza di finanziamenti (33%). Il 15% delle PMI intervistate cita come ostacolo le qualifiche insoddisfacenti dei propri collaboratori, ma solo raramente la mancanza di idee (6%). Va rilevato come, con la maggiore dimensione dell'impresa, le carenze nella qualificazione dei collaboratori siano indicate sempre più spesso come un ostacolo all'innovazione.

 

.. collaboratori qualificati

Per quanto riguarda gli ostacoli esterni all'impresa, tra quelli più frequentemente citati figurano le condizioni di mercato sfavorevoli come gli effetti della saturazione o la forte concorrenza (31%). Le lamentele per le condizioni di mercato negative sono frequenti soprattutto nell'artigianato e negli altri settori industriali. È specialmente in questi settori a minore contenuto tecnologico che nella competizione internazionale appaiono più evidenti gli svantaggi dovuti all'alto costo del lavoro in Svizzera, e dunque la maggiore pressione delle importazioni. Nell'industria dei beni strumentali, nell'edilizia e nei servizi alle imprese il secondo motivo indicato più spesso rispetto alla media è invece la carenza di collaboratori qualificati (25%). Le disposizioni legali (20%) e i costi amministrativi (15%) sono un freno soprattutto per le PMI che operano nei settori turismo, attività ricreative, servizi sanitari e sociali e istruzione.

 

Sottrarsi alla guerra dei prezzi mediante l'innovazione

Malgrado tutti gli ostacoli, le PMI svizzere sembrano ben attrezzate non solo per tener testa alla spinta all'innovazione ma anche, e soprattutto, per sottrarsi alla guerra dei prezzi e affermarsi sui nuovi mercati proprio grazie a una strategia d'innovazione costante e durevole.

PMI_Megatrends_2011_i.pdf
 
 
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