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25.10.2010
Iniziativa fiscale del PS: “A rischio la piazza economica svizzera”
L’Associazione industrie ticinesi (AITI) si oppone all’iniziativa fiscale del PS “Per imposte eque. Stop agli abusi nella concorrenza fiscale” in votazione popolare il prossimo 28 novembre. Questa iniziativa apre la strada ad un aumento delle imposte a carico della popolazione e delle imprese e minaccia l’attrattività della piazza economica svizzera, poiché limita la sovranità in materia fiscale dei Cantoni. La crescita economica e numerosi posti di lavoro verrebbero messi in pericolo.
In vista della votazione del 28 novembre 2010, l’AITI esprime il proprio no all’iniziativa del PS “Per imposte eque. Stop agli abusi nella concorrenza fiscale”. L’iniziativa stabilisce un tasso d’imposizione minimo identico in tutta la Svizzera per i redditi alti e le sostanze elevate. In particolare l’iniziativa vuole introdurre un’aliquota marginale minima del 22% per i redditi superiori ai 250'000 franchi e prevede un tasso minimo del 5‰ per le sostanze oltre i 2 milioni di franchi. L’iniziativa mira in questo modo ad eliminare la concorrenza fiscale intercantonale, erroneamente ritenuta rovinosa.
L’approvazione dell’iniziativa equivarrebbe ad un indebolimento della competitività della piazza economica elvetica. Al momento dell’insediamento, le aziende prendono infatti in considerazione il carico fiscale al quale sono sottoposti i propri lavoratori, in particolare quelli altamente qualificati. Un aggravio fiscale per queste categorie di contribuenti si ripercuoterebbe così negativamente sul mercato del lavoro e penalizzerebbe un importante criterio nella scelta dell’insediamento delle imprese. La logica conseguenza sarebbe un calo degli investimenti e la perdita di posti di lavoro. La competitività della Svizzera a livello internazionale verrebbe dunque compromessa.
Il sistema fiscale svizzero ha dato a più riprese prova della sua efficacia contribuendo al benessere economico. Cambiare un sistema che fin qui si è rivelato di successo non ha dunque nessun senso. Inoltre, la concorrenza fiscale tra i Cantoni non è nociva, ma contribuisce a mantenere moderato il carico fiscale in Svizzera. Negli ultimi anni si è assistito ad una crescita dei gettiti cantonali superiore alla crescita economica. Gli argomenti relativi ad una concorrenza fiscale rovinosa non trovano così riscontro nella realtà.
Per di più, la sovranità cantonale in materia fiscale, non da ultimo quella ticinese, verrebbe fortemente limitata. Le cittadine e i cittadini non avrebbero più la possibilità di esprimersi liberamente sul livello delle proprie imposte. Un pilastro del sistema federalista svizzero verrebbe messo a repentaglio.
Per questi motivi l’AITI raccomanda di respingere il prossimo 28 novembre l’ennesimo tentativo di aumento delle imposte per la classe media.

L’approvazione dell’iniziativa equivarrebbe ad un indebolimento della competitività della piazza economica elvetica. Al momento dell’insediamento, le aziende prendono infatti in considerazione il carico fiscale al quale sono sottoposti i propri lavoratori, in particolare quelli altamente qualificati. Un aggravio fiscale per queste categorie di contribuenti si ripercuoterebbe così negativamente sul mercato del lavoro e penalizzerebbe un importante criterio nella scelta dell’insediamento delle imprese. La logica conseguenza sarebbe un calo degli investimenti e la perdita di posti di lavoro. La competitività della Svizzera a livello internazionale verrebbe dunque compromessa.
Il sistema fiscale svizzero ha dato a più riprese prova della sua efficacia contribuendo al benessere economico. Cambiare un sistema che fin qui si è rivelato di successo non ha dunque nessun senso. Inoltre, la concorrenza fiscale tra i Cantoni non è nociva, ma contribuisce a mantenere moderato il carico fiscale in Svizzera. Negli ultimi anni si è assistito ad una crescita dei gettiti cantonali superiore alla crescita economica. Gli argomenti relativi ad una concorrenza fiscale rovinosa non trovano così riscontro nella realtà.
Per di più, la sovranità cantonale in materia fiscale, non da ultimo quella ticinese, verrebbe fortemente limitata. Le cittadine e i cittadini non avrebbero più la possibilità di esprimersi liberamente sul livello delle proprie imposte. Un pilastro del sistema federalista svizzero verrebbe messo a repentaglio.
Per questi motivi l’AITI raccomanda di respingere il prossimo 28 novembre l’ennesimo tentativo di aumento delle imposte per la classe media.


