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01.01.2010

Gli accordi bilaterali Svizzera - Unione Europea

Gli Accordi bilaterali Svizzera-UE, accettati dal popolo svizzero il 21 maggio 2000, rappresentano una premessa importante per consolidare il nostro benessere economico e sociale.

L'eliminazione degli ostacoli tecnici al commercio, la libera circolazione delle persone, così come la possibilità di partecipare ai programmi di ricerca a livello europeo, sono delle premesse indispensabili al comparto manifatturiero per poter competere a condizioni equiparabili con i propri concorrenti attivi e provenienti dai paesi dell'UE.

L'AITI ha dimostrato in modo chiaro la sua piena volontà di favorire le convergenze nei confronti di coloro che, in Ticino ed in Svizzera, temono che dal nuovo mercato "europeo" possa derivare, a breve termine, anche qualche problema.
L'obiettivo degli accordi bilaterali è quello di poter cogliere tutte, nessuna esclusa, le opportunità offerte dal grande mercato d'Europa quale unica risposta al processo di globalizzazione, il cui ritmo cresce di anno in anno.

Se agli Accordi bilaterali CH/UE debba o meno fare seguito un'adesione completa all'UE non è per ora un tema in discussione. I risultati ottenuti grazie al consenso popolare agli accordi bilaterali sono ancora tutti da sperimentare, se visti nell'ottica del consenso popolare e di alcune categorie economiche a rischio di competitività. A tale proposito l'AITI ha creato, in collaborazione con i sindacati UNIA e OCST, il Forum industriale ticinese per la sorveglianza dei salari minimi nel settore industriale. Una misura volta a scongiurare possibili conseguenze negative e indesiderate legate al mercato del lavoro e connesse alle allargate possibilità di accesso ai mercati da parte dei competitori appartenenti all'UE.



I principali accordi sono i seguenti:
  • L’accordo di libero scambio per i prodotti industriali del 1972 ha abolito o ridotto gli ostacoli tariffari al commercio (dazi doganali, contingenti) sui prodotti industriali te ha introdotto la liberalizzazione del commercio dei prodotti agricoli trasformati, creando in tal modo una zona di libero scambio ra le due parti contraenti. Dato che le politiche doganali (unione doganale) tra la Svizzera e l’Unione europea non sono armonizzate, i controlli delle merci alle frontiere sono mantenuti.
  • L’accordo sulle assicurazioni del 1989 tra la Svizzera e la Comunità europea garantisce alle compagnie di assicurazione svizzere gli stessi diritti di stabilirsi nell’UE.
  • I sette accordi bilaterali del 1999 (Bilaterali I) sono fondamentalmente degli accordi che mirano all’apertura reciproca e alla liberalizzazione dei mercati.
  • Con i nove accordi bilaterali del 2004 (Bilaterali II), la cooperazione tra la Svizzera e l’UE è stata consolidata non solo in settori economici ma anche estesa ad altri campi politici centrali quali ad esempio la sicurezza, l’asilo, l’ambiente e la cultura.
Ulteriori e più approfondite informazioni le trovate sul sito dell'Amministrazione federale
 
 
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