«
Indietro
30.08.2010
-
Keywords:
Assicurazione disoccupazione
Evitare un forte aumento delle trattenute salariali
AITI e Cc-TI si esprimono favorevolmente in merito alla revisione della legge federale sull’assicurazione contro la disoccupazione (AD), in votazione il prossimo 26 settembre.
La riforma è opportuna e permette di ristabilire il riequilibrio finanziario dell’AD, garantendone pure il finanziamento a più lungo termine. Si evita inoltre di aumentare massicciamente i contributi salariali a carico delle lavoratrici e dei lavoratori e si riduce il debito miliardario accumulato in questi anni dall’AD.
La revisione della legge sull’AD, contro la quale è stato lanciato il referendum, si pone l’obiettivo di ristabilire l’equilibrio finanziario e di garantire il finanziamento dell’AD a più lungo termine. Ciò avviene attraverso un adattamento dei contributi e delle prestazioni. Con questa revisione l’AD deve essere in grado di far fronte ai suoi compiti in qualsiasi situazione congiunturale. Nel confronto internazionale, l’assicurazione svizzera contro la disoccupazione continuerà ad offrire valide prestazioni, con indennità pari al 70 o all’80 % del guadagno assicurato, non trascurando inoltre i provvedimenti concernenti il mercato del lavoro e i servizi di collocamento.
Il Parlamento federale ha approvato un pacchetto di misure che a nostro giudizio sono equilibrate e che prevedono maggiori entrate per 646 milioni di franchi e risparmi per 622 milioni di franchi.
Una parte importante delle nuove entrate sono legate all’aumento dei contributi salariali dal 2 % al 2,2 % per un salario annuo sino a 126'000 franchi. Sulla parte superiore al salario massimo assicurato (126'000 franchi) e fino a due volte e mezza questo importo (315'000 franchi) verrà prelevato un contributo di solidarietà dell’1 % per ammortizzare il debito strutturale, che globalmente ha raggiunto la soglia dei 7 miliardi di franchi all’anno e che senza interventi cresce ogni anno di un altro miliardo di franchi.
Sul fronte delle uscite, la durata di riscossione delle indennità di disoccupazione verrà vincolata maggiormente alla durata del periodo di contribuzione. Inoltre, si vuole evitare che i programmi di occupazione finanziati dall’ente pubblico siano utilizzati soltanto per acquisire nuovi periodi di contribuzione a carico dell’AD. Fra le altre misure previste, vengono soppressi gli incentivi negativi alla disoccupazione.
Per quanto riguarda i giovani, è vero che essi sono maggiormente interessati dalla disoccupazione rispetto alle altre classi di età, ma il loro inserimento nel mondo del lavoro avviene più rapidamente e in maniera duratura.
Sostenere la revisione della legge sull’AD significa pure evitare un forte aumento (+ 0,5 %) delle trattenute salariali a carico delle lavoratrici, dei lavoratori e dei datori di lavoro, che sarebbe un passo obbligato qualora a prevalere fosse il referendum.
La realtà, dettata anche dalla difficile situazione congiunturale, ci ha dimostrato che è necessario basare il finanziamento dell’AD su un numero medio di disoccupati più elevato. Per perseguire gli obiettivi principali della revisione della legge sull’AD – equilibrio dei conti, ammortamento del debito e rafforzamento del principio di assicurazione attraverso l’eliminazione degli incentivi negativi alla disoccupazione e l’aumento dell’efficienza dei provvedimenti di reintegrazione – occorre agire sia sul fronte delle entrare sia su quello delle uscite. La revisione della legge sull’AD non tocca in ogni caso le prestazioni di base dell’assicurazione contro la disoccupazione ed evita soprattutto un aumento più consistente dei contributi salariali dei datori di lavoro e dei lavoratori. Bisogna inoltre mettere fine ad una situazione di indebitamento dell’AD, poiché se così non fosse entro pochi anni tutti sarebbero chiamati a contribuire al suo risanamento in maniera sempre più pesante.
Per evitare ulteriori forti aggravi sui salari e maggiori costi a carico delle imprese, un sì il prossimo 26 settembre appare la soluzione più ragionevole ed equilibrata.


