Comunicati 2012 Comunicati 2011 Comunicati 2010 Comunicati 2009 Comunicati 2008 Comunicati 2007
28.01.2007

Due NO dell’AITI il prossimo 11 marzo

Alla cassa malati unica e all’iniziativa popolare cantonale “più potere al popolo con diritti popolari agevolati”, in votazione l’11 marzo

L’AITI esprime due “NO” in vista della votazione federale e della votazione cantonale del prossimo 11 marzo relative all’iniziativa popolare federale “Per una cassa malati unica e sociale” e all’iniziativa popolare cantonale “Più potere al popolo con diritti popolari agevolati”. In particolare per quanto concerne la cassa malati unica, l’AITI rileva come l’iniziativa in votazione non contribuisca affatto al contenimento dei costi della salute. Essa anzi, causerà un aumento dei premi di cassa malati a carico soprattutto del ceto medio.
 
1. Iniziativa popolare federale “Per una cassa malati unica e sociale”: NO
Sono principalmente due le obiezioni di fondo che hanno portato l’AITI ad esprimere un “NO” nei confronti della proposta di istituire una cassa malati unica per l’assicurazione malattia di base. In primo luogo si verrebbe a creare un monopolio nell’assicurazione obbligatoria e si eliminerebbe così la concorrenza fra le casse malati e la libera scelta dell’assicurato. L’introduzione di un premio di cassa malati in base al reddito comporterebbe pure l’eliminazione delle franchigie opzionali e dunque la sparizione di qualsiasi incentivo personale al risparmio sui premi di cassa malati. Forti perplessità devono essere espresse anche nei confronti dell’organizzazione e della forma giuridica della cassa malati unica. Il consiglio di amministrazione e il consiglio di sorveglianza della cassa comprenderebbero un numero uguale di rappresentanti dei poteri pubblici, delle organizzazioni di difesa degli assicurati e dei fornitori di prestazioni, ma non è chiaro chi dovrebbe nominare queste persone e come, ad esempio i rappresentanti degli assicurati. Sorgerebbero poi facilmente conflitti di interesse fra i rappresentanti delle diverse categorie, ad esempio fra quelli dei poteri pubblici e i rappresentanti degli ospedali pubblici. Inoltre, non è ancora chiaro chi sarà chiamato a fissare annualmente i premi di cassa malati. In secondo luogo, l’iniziativa popolare prevede una fiscalizzazione dei costi dell’assicurazione di base e l’introduzione di un’imposta sulla salute. Un aumento delle imposte a livello federale e cantonale sarebbe inevitabile, poiché i costi della salute sono destinati tendenzialmente a salire anche nei prossimi anni.
 
L’idea di introdurre premi di cassa malati in base al reddito è già stata respinta dal popolo svizzero nel 2003. Considerando che i redditi al di sotto di un determinato ammontare verrebbero esonerati dal pagamento dei premi, mentre per i redditi elevati bisognerebbe considerare un limite massimo di premio, è evidente che la gran parte del finanziamento dei costi dell’assicurazione di base sarebbe a carico del ceto medio.
L’iniziativa popolare, a detta dell’AITI, deve inoltre essere respinta perché eliminerebbe di fatto il collaudato sistema di premi individuali con sussidi, che finora si è rivelato sufficientemente efficace. Non è affatto vero che i redditi elevati non contribuiscano maggiormente al finanziamento dei costi della salute. In realtà il quaranta per cento dei venti miliardi di franchi che attualmente vengono spesi ogni anno per l’assicurazione di base è da ricondurre all’imposizione fiscale, in particolare dei redditi più elevati.
Il popolo svizzero già nel maggio 2003 ha detto “NO” ad un’iniziativa popolare simile, con la quale si chiedeva di fissare premi di cassa malati in base al reddito e all’aumento dell’IVA. Il popolo in quell’occasione non si fece allettare da proposte demagogiche e si accorse che accettando quella proposta avrebbe chiamato pesantemente alla cassa i redditi medi e quelli meno abbienti. Il prossimo 11 marzo si tratta, a parere dell’AITI, di respingere un’iniziativa ugualmente fuorviante, che non contribuisce affatto a contenere i costi della salute.
 
2. Iniziativa popolare cantonale “Più potere al popolo con diritti popolari agevolati”: NO
L’AITI formula un parere negativo nei confronti di questa iniziativa popolare a livello cantonale. Esprimendo a suo tempo parere favorevole nei confronti della proposta di introdurre il sistema maggioritario per l’elezione del Consiglio di Stato, l’AITI conseguentemente aveva indicato la necessità di procedere ad un contenimento dei diritti popolari, non certamente per ridurre il dibattito democratico, ma perché era ed è ancora oggi a tutti evidente la facilità con la quale è possibile chiamare il popolo alle urne per esprimersi su moltissimi e disparati quesiti, non sempre di immediata comprensione.
L’iniziativa popolare in votazione chiede una riduzione del numero delle firme e una sostanziale dilatazione dei termini temporali entro i quali è possibile raccogliere le firme per lanciare iniziative popolari e referendum. L’AITI non ritiene che il dibattito democratico ne uscirebbe rafforzato e non considera pertanto lo statu quo come una limitazione dell’esercizio dei diritti popolari. Negli ultimi anni soprattutto, l’iniziativa popolare e il referendum sono diventati uno strumento utilizzato da chi intende bloccare riforme e realizzazioni che vanno nell’interesse della collettività.
Le proposte dell’iniziativa in votazione di ridurre le firme per iniziative e referendum sono eccessive a detta dell’AITI e sono tali da banalizzare questi importanti strumenti democratici. L’iniziativa va pertanto respinta.

CS20070126.pdf
 
 
Su

Username o email:

Password:

cancella testo (antispam)


Ricordami

Password dimenticata?