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22.08.2011
Cala il ritmo di crescita
Indagine congiunturale attività manifatturiere luglio e secondo trimestre 2011
Commento del Direttore Stefano Modenini
Come facilmente prevedibile – sullo sfondo della crisi che ha colpito le finanze pubbliche degli Stati Uniti e di numerosi paesi europei – la crescita instauratasi con una certa costanza dalla fine della crisi economica e finanziaria ha subito un rallentamento nel proprio ritmo. Questo nonostante gli ordinativi non accennino a diminuire - in particolare per le industrie esportatrici. La forza della moneta nazionale rispetto all’euro e al dollaro costituisce un’incertezza che inizia a gravare sui bilanci delle imprese e che ben presto potrebbe riflettersi anche in un deterioramento del mercato del lavoro. L’impatto dipenderà verosimilmente da due fattori: la durata del fenomeno del franco forte così come la robustezza del franco stesso. La formula è semplice quanto intuitiva: più a lungo durerà e maggiore sarà la forza del franco, più importanti saranno le ripercussioni sull’occupazione. È quindi lecito attendersi delle ricadute negative, anche se non si prevedono scossoni eccessivamente seri o aumenti repentini del tasso di disoccupazione.

Come facilmente prevedibile – sullo sfondo della crisi che ha colpito le finanze pubbliche degli Stati Uniti e di numerosi paesi europei – la crescita instauratasi con una certa costanza dalla fine della crisi economica e finanziaria ha subito un rallentamento nel proprio ritmo. Questo nonostante gli ordinativi non accennino a diminuire - in particolare per le industrie esportatrici. La forza della moneta nazionale rispetto all’euro e al dollaro costituisce un’incertezza che inizia a gravare sui bilanci delle imprese e che ben presto potrebbe riflettersi anche in un deterioramento del mercato del lavoro. L’impatto dipenderà verosimilmente da due fattori: la durata del fenomeno del franco forte così come la robustezza del franco stesso. La formula è semplice quanto intuitiva: più a lungo durerà e maggiore sarà la forza del franco, più importanti saranno le ripercussioni sull’occupazione. È quindi lecito attendersi delle ricadute negative, anche se non si prevedono scossoni eccessivamente seri o aumenti repentini del tasso di disoccupazione.


