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24.08.2006
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Keywords:
Congiuntura
Buona congiuntura
Indagine congiunturale attività manifatturiere: luglio e II trimestre 2006
Commento del Direttore Sandro Lombardi
I dati oggettivi sono di per sè rassicuranti,non c’è dubbio.La congiuntura industriale tira e ciò costituisce un elemento su cui è lecito costruire fiduciosi il futuro più prossimo. Ma l’economia industriale, si invola stabilmente verso il rialzo anche grazie agli “umori” che si determinano.
E gli “umori” non potranno tardare molto a deteriorarsi. L’eterno conflitto medio orientale,i timori per nuovi attacchi terroristici,il caro-petrolio e la stretta creditizia, tanto per citare le principali fonti di preoccupazione,non potranno avere risvolti sulla sola scena internazionale, lasciando il comparto industriale ticinese (e svizzero) immune da effetti.Il primo importante segnale ce lo lancia l’economia tedesca a cui, si sa, fa riferimento una parte importante della nostra industria.La congiuntura industriale tedesca è attualmente la cronaca di un confuso altalenarsi di ribassi e rialzi annunciati e di nuvole che potrebbero addensarsi sull’orizzonte.
Non si può escludere presto qualcosa di simile anche a casa nostra.
La situazione attuale resta comunque più che incoraggiante, ma non c’è più spazio per l’euforia o, per dirla con le parole di Alan Greenspan, per “l’irragionevole esuberanza”; soprattutto pensando al medio e lungo termine. Staremo a vedere, nella speranza che l’”umore” tenga.

I dati oggettivi sono di per sè rassicuranti,non c’è dubbio.La congiuntura industriale tira e ciò costituisce un elemento su cui è lecito costruire fiduciosi il futuro più prossimo. Ma l’economia industriale, si invola stabilmente verso il rialzo anche grazie agli “umori” che si determinano.
E gli “umori” non potranno tardare molto a deteriorarsi. L’eterno conflitto medio orientale,i timori per nuovi attacchi terroristici,il caro-petrolio e la stretta creditizia, tanto per citare le principali fonti di preoccupazione,non potranno avere risvolti sulla sola scena internazionale, lasciando il comparto industriale ticinese (e svizzero) immune da effetti.Il primo importante segnale ce lo lancia l’economia tedesca a cui, si sa, fa riferimento una parte importante della nostra industria.La congiuntura industriale tedesca è attualmente la cronaca di un confuso altalenarsi di ribassi e rialzi annunciati e di nuvole che potrebbero addensarsi sull’orizzonte.
Non si può escludere presto qualcosa di simile anche a casa nostra.
La situazione attuale resta comunque più che incoraggiante, ma non c’è più spazio per l’euforia o, per dirla con le parole di Alan Greenspan, per “l’irragionevole esuberanza”; soprattutto pensando al medio e lungo termine. Staremo a vedere, nella speranza che l’”umore” tenga.


