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01.04.2011

Black list italiane

Così non va

L’inserimento della Svizzera in diverse black list italiane crea ostacoli burocratici e amministrativi che danneggiano l’interscambio commerciale fra Svizzera e Italia. L’AITI è intervenuta già lo scorso anno, nel mese di novembre, sollecitando insieme ai colleghi delle altre associazioni economiche la Presidente di Confindustria Italia dr.ssa Emma Marcegaglia ad intervenire possibilmente nei confronti del governo italiano, in quanto le black list causano problemi anche alle aziende italiane che hanno rapporti d’affari con la Svizzera.

La questione è però eminentemente politica e nelle settimane successive a quell’intervento le associazioni economiche si sono attivate sia verso il Consiglio di Stato del cantone Ticino, sia verso l’amministrazione federale, segnatamente la Seco e il Dipartimento federale degli esteri, sia verso le organizzazioni economiche nazionali, per informare e sensibilizzare questi gremi ad intervenire nei confronti dell’Italia, in quanto i problemi derivanti dalle black list non riguardano solo le imprese ticinesi bensì le imprese di tutta la Svizzera.

Ora (mese di marzo), anche tramite interventi a livello delle Camere federali dei deputati Ignazio Cassis e Norman Gobbi, la questione dei rapporti fra Svizzera e Italia è salita definitivamente al livello nazionale, anche per competenza politica e istituzionale. Con il prezioso intervento e sostegno dell’avv. Michele Rossi, Delegato delle associazioni economiche verso la Confederazione e l’Italia, queste ultime intendono mantenere ferma quanto costante attenzione nei confronti di un tema che rischia davvero di penalizzare oltre misura le relazioni della Svizzera con il suo secondo mercato di riferimento a livello economico.L’inserimento della Svizzera in diverse black list italiane crea ostacoli burocratici e amministrativi che danneggiano l’interscambio commerciale fra Svizzera e Italia. L’AITI è intervenuta già lo scorso anno, nel mese di novembre, sollecitando insieme ai colleghi delle altre associazioni economiche la Presidente di Confindustria Italia dr.ssa Emma Marcegaglia ad intervenire possibilmente nei confronti del governo italiano, in quanto le black list causano problemi anche alle aziende italiane che hanno rapporti d’affari con la Svizzera.

La questione è però eminentemente politica e nelle settimane successive a quell’intervento le associazioni economiche si sono attivate sia verso il Consiglio di Stato del cantone Ticino, sia verso l’amministrazione federale, segnatamente la Seco e il Dipartimento federale degli esteri, sia verso le organizzazioni economiche nazionali, per informare e sensibilizzare questi gremi ad intervenire nei confronti dell’Italia, in quanto i problemi derivanti dalle black list non riguardano solo le imprese ticinesi bensì le imprese di tutta la Svizzera.

Ora (mese di marzo), anche tramite interventi a livello delle Camere federali dei deputati Ignazio Cassis e Norman Gobbi, la questione dei rapporti fra Svizzera e Italia è salita definitivamente al livello nazionale, anche per competenza politica e istituzionale. Con il prezioso intervento e sostegno dell’avv. Michele Rossi, Delegato delle associazioni economiche verso la Confederazione e l’Italia, queste ultime intendono mantenere ferma quanto costante attenzione nei confronti di un tema che rischia davvero di penalizzare oltre misura le relazioni della Svizzera con il suo secondo mercato di riferimento a livello economico.
 
 
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