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10.09.2007 - Keywords: Assegni famigliari

Assegni familiari in Ticino: il Gran Consiglio pronto a strafare?

L’AITI dice NO all’introduzione anticipata al 1.1.2008 del nuovo importo minimo per l’assegno familiare in Ticino, come proposto dalla maggioranza della Commissione della gestione del Gran Consiglio. Una misura che se adottata dal Parlamento, costerebbe 12 milioni di franchi all’economia cantonale.


E’ proprio vero che quando gli imprenditori fanno concessioni nel campo della politica sociale, raramente vengono ripagati. Né nel merito, né tantomeno dal lato economico. Non così la politica che, si sa da tempo, trae vantaggio quando allarga la spesa sociale e subisce sanzioni quando, quella sfera, la ridimensiona. Gli assegni familiari sono uno di quegli argomenti che toccano la sensibilità di molti, nella società e nella politica.
 
Non vi è programma elettorale che, indipendentemente dalle epoche, non abbia fatto ricorso al “sostegno” di ogni buona politica familiare. E’ giusto, e anche un po’ scontato, così come scontato è, almeno a parole e soprattutto in concomitanza con ogni appuntamento elettorale, il generico richiamo al “sostegno” all’economia. E’ alla prova dei fatti che, poi, soprattutto quando di mezzo vi è un appesantimento degli oneri sociali da lavoro dipendente, che le cose si fanno più complicate. Detto in altre parole, è facile sostenere (genericamente) la necessità di tutta l’economia di mantenersi competitiva, da un lato, ma dall’altro è molto più difficile non contraddirsi quando si presenta la giusta occasione di compiacere un numero elevato di elettori “familiari” o di fare un torto ad un numero ristretto di entità economiche che, pur fra tanti pregi che si assegnano loro, non hanno di certo quello di potersi esprimere attraverso un voto.
 
E’ il caso, ad esempio, dell’anticipo al 1.1.2008 – e non al 1.1.2009 – della definizione dell’importo minimo per l’assegno familiare in Ticino. Una definizione che è stata sancita in 200 fr. mensili per l’assegno di base (max 20 anni) e in 250 fr. mensili per l’assegno di formazione (max 25 anni) e che sarà obbligatorio introdurre in tutta la Svizzera, appunto, il 1.1.2009.
La decisione è stata presa dalle Camere federali il 24 marzo 2006 ed è stata ratificata dal popolo che ha bocciato una votazione referendaria il 26 novembre 2006.
L’AITI ricorda per tanti motivi e con sentimenti contrastanti quella votazione popolare, ma soprattutto perché, come unica associazione di imprenditori in Svizzera, negò il suo sostegno a quel referendum.
L’AITI non aveva infatti combattuto quella legge che innalzava di fatto gli oneri sociali a carico del datore di lavoro. Con l’indicazione della libertà di voto aveva di fatto acconsentito, pagandolo, ad un miglioramento, seppur lieve, delle condizioni di vita nelle nuove generazioni e delle famiglie che quelle nuove generazioni dovranno accudire.
Fa un po’ impressione, ora che a parole tutti dichiarano di volersi adoperare per risanare le finanze pubbliche e per sostenere la competitività delle imprese, constatare con quanta leggerezza la maggioranza della Commissione della gestione del Gran Consiglio cavalchi quell’argomento e inviti il Parlamento a votare due mozioni che chiedono di introdurre in Ticino, già fra poco più di tre mesi, la nuova normativa federale. Un’azione che il Consiglio di Stato, ci si dice all’unanimità considera “non proponibile” e “non pensabile” per una miriade di motivi tecnici e di equità.
 
Staremo a vedere se anche il Gran Consiglio, così come la sua Commissione della gestione, nella sessione che prenderà il via fra pochi giorni preferirà la politica ad effetto che va tanto di moda oggi in epoca elettorale o se preferirà la politica dei passi cadenzati e prudenti che, soprattutto nel campo della spesa e degli oneri sociali, ha in Svizzera finora prodotto sempre buoni risultati. Se prevarrà la prima, non sarà più tanto facile conquistarsi in futuro il consenso di un’associazione, l’AITI, che sul tema delle riforme degli assegni familiari ha nel tempo sempre concesso qualcosa in più degli standard. Tanto più che le occasioni non mancheranno. In Gran Consiglio, infatti, risulta ancora pendente una serie numerosa di atti parlamentari che potenzialmente potrebbero innalzare ancor più la spesa che i datori di lavoro sostengono per gli assegni di famiglia.
 
..... Con la speranza che il Ticino politico non voglia sempre e solo strafare.

CS20070910.pdf
 
 
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