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09.02.2011

Un ruolo strategico per la promozione economica cantonale

Nella loro prima riunione del 2011, le principali associazioni economiche cantonali – l’Associazione bancaria ticinese (ABT); l’Associazione industrie ticinesi (AITI); la Camera di commercio, dell’industria, dell’artigianato e dei servizi del cantone Ticino (Cc-TI); la Camera ticinese dell’economia fondiaria (Catef) e la Società impresari costruttori sezione Ticino (SSIC-TI) – hanno discusso nuovamente attorno all’assetto della promozione economica cantonale.

L’annunciata riorganizzazione del servizio è un elemento che deve inserirsi pienamente in una logica di rinnovamento della politica di promozione del territorio cantonale e che non può pertanto costituire la sola risposta alle esigenze in questo ambito e alle carenze che si riscontrano. Come è stato il caso per la questione dei rapporti fra il Ticino e la Confederazione, che solo dopo diversi anni è culminata nella decisione di intensificare le relazioni nominando un delegato per i rapporti con Berna ed ha quindi assunto un ruolo prioritario nella politica cantonale, anche la promozione economica deve assumere un ruolo stabilmente strategico nella politica economica cantonale.
L’azione in questo ambito deve caratterizzare sia la promozione fuori Cantone del territorio ticinese per l’insediamento di attività produttive e imprenditoriali, sia l’accoglienza degli imprenditori che intendono insediarsi nel nostro Cantone. Ma si tratta pure di supportare al meglio l’internazionalizzazione dell’economia cantonale, che vede crescere costantemente l’importanza dei mercati al di fuori dell’Europa.
In questo senso si ritiene che una coordinata collaborazione fra pubblico e privato costituisca una risposta aggiornata alle esigenze che si pongono sul piano del supporto all’imprenditorialità. Lo Stato è altresì chiamato ad aggiornare gli strumenti legislativi e fiscali atti a sostenere una moderna politica di promozione economica.
 
Le associazioni economiche cantonali hanno pure aggiornato la discussione sulle conseguenze per i settori economici derivanti dall’inserimento della Svizzera nelle black list italiane. Il tema sarà al centro di un prossimo incontro fra le associazioni economiche e l’Ambasciatore svizzero in Italia, Bernardino Regazzoni. Quello dei rapporti fra Svizzera e Italia e, segnatamente, le difficoltà nell’interscambio commerciale fra i due paesi, sono al centro dell’attività del delegato dell’economia cantonale avv. Michele Rossi, che ha assunto questa funzione lo scorso 1o gennaio.
Le associazioni economiche cantonali hanno discusso inoltre l’applicazione dell’accordo fra Svizzera e Italia sul ristorno ai Comuni italiani delle fasce di confine delle imposte alla fonte prelevate sui lavoratori frontalieri, rilevando come sia mutata nel tempo la figura del lavoratore frontaliere rispetto all’accordo del 1974, i cui ristorni servono a compensare le spese d’infrastrutture che i Comuni di domicilio italiani devono affrontare per i propri abitanti che lavorano in Svizzera.
 
Le associazioni economiche cantonali hanno pure proseguito la discussione e i lavori di organizzazione della seconda Giornata dell’economia cantonale, che avrà luogo nell’autunno del 2011 e che sarà incentrata presumibilmente sul tema dello “Swiss Made”.

CS ass economiche febbraio 2011.pdf
 
 
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