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05.05.2008 - Keywords: Votazioni federali, Assicurazioni malattie

Votazione federale del 1° giugno 2008: tre NO dell’AITI

L’Associazione industrie ticinesi è contraria sia all’Iniziativa popolare “Per naturalizzazioni democratiche”, sia all’iniziativa popolare “Sovranità del popolo senza propaganda di governo”, sia all’articolo costituzionale “Per qualità ed economicità nell’assicurazione malattie”.

L’AITI – Associazione industrie ticinesi – esprime parere contrario all’articolo  costituzionale “Per qualità ed economicità nell’assicurazione malattie” e alle due  iniziative popolari denominate “Per naturalizzazioni democratiche” e “Sovranità del  popolo senza propaganda di governo”.

Per quanto concerne l’iniziativa popolare “Per naturalizzazioni democratiche”, l’AITI  ritiene che essa sia contraria ai principi di un moderno stato di diritto, dove in  particolare i candidati alle naturalizzazioni hanno diritto a delle procedure corrette e  trasparenti. L’iniziativa inoltre vuole trasformare la procedura di naturalizzazione in un  atto puramente politico. Le soluzioni proposte dall’iniziativa popolare in materia di  naturalizzazioni non sono né convincenti né opportune. Si chiede infatti di prevedere il  voto popolare sulle naturalizzazioni a livello comunale, impedendo qualsiasi limitazione  alla competenza degli aventi diritto di voto a livello comunale di decidere la procedura e  l’organo competente per accordare il diritto alla cittadinanza comunale. In base al diritto  vigente è il diritto cantonale a prevedere l’autonomia comunale. Di fatto l’iniziativa priva  i Cantoni della competenza di fissare a livello cantonale le procedure di  naturalizzazione. L’altro aspetto discutibile dell’iniziativa è legato al fatto che le  decisioni prese a livello comunale non dovrebbero essere motivate e non sarebbero  impugnabili davanti ad un tribunale, che non potrebbe dunque esprimersi sulla legalità  delle decisioni prese. E’ facilmente ipotizzabile che i diritti individuali garantiti dalla  Costituzione federale, in particolare il divieto di discriminazione, non possano più  essere garantiti del tutto. 

 

Anche l’iniziativa popolare “Sovranità del popolo senza propaganda di governo”  presenta dei contenuti anacronistici e fuorvianti. L’iniziativa chiede infatti di limitare  fortemente l’attività informativa del Consiglio federale e dell’Amministrazione federale  prima delle votazioni popolari, consentendo unicamente le spiegazioni di voto del  Consiglio federale e un breve comunicato alla popolazione da parte dei responsabili del  dipartimento federale competente. L’AITI saluta favorevolmente il controprogetto del  Parlamento federale, che potrà essere adottato qualora l’iniziativa popolare venisse  respinta e che iscrive in particolare nella legge il dovere d’informazione del Consiglio  federale e definisce i principi che stanno alla base dell’informazione fornita dalle  autorità federali in vista delle votazioni popolari.

Secondo il parere dell’AITI non appare giudizioso limitare in maniera quasi paradossale  il dovere d’informazione da parte del Consiglio federale, del resto sancito dalla  Costituzione. Dovendo naturalmente agire negli opportuni limiti imposti dalla  Costituzione e dalle leggi, qualora l’iniziativa venisse accolta dal popolo il Governo non  potrebbe di fatto fornire alcuna spiegazione durante l’evoluzione della campagna di  votazione e non potrebbe rispondere ad eventuali critiche e accuse. Verrebbe impedito  insomma ai cittadini di formarsi una libera opinione ascoltando tutti i pareri e di  raccogliere le necessarie informazioni in tutta libertà.  

L’AITI esprime parere contrario anche all’articolo costituzionale “Per qualità ed  economicità nell’assicurazione malattie”, che funge da controprogetto all’iniziativa  popolare “Sì al ribasso dei premi delle casse malati nell’assicurazione di base”, poi  ritirata. Pur salutando positivamente la messa in evidenza in particolare degli aspetti  legati alla qualità e all’economicità delle cure e della garanzia di cure sanitarie  accessibili a tutti e a prezzi adeguati, l’AITI deplora che l’articolo costituzionale sia stato  adottato in tutta fretta dal Parlamento senza coinvolgere in particolare i Cantoni e altre  cerchie interessate. Il modo di agire scelto dal Parlamento secondo l’AITI non favorisce  una presa di decisioni coordinata e rispettosa delle prerogative dei singoli attori del  sistema sanitario, ad iniziare dai Cantoni. 
CS20060601.pdf

 
 
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