Votazione federale del 1° giugno 2008: tre NO dell’AITI
L’Associazione industrie ticinesi è contraria sia all’Iniziativa popolare “Per naturalizzazioni democratiche”, sia all’iniziativa popolare “Sovranità del popolo senza propaganda di governo”, sia all’articolo costituzionale “Per qualità ed economicità nell’assicurazione malattie”.
Per quanto concerne l’iniziativa popolare “Per naturalizzazioni democratiche”, l’AITI ritiene che essa sia contraria ai principi di un moderno stato di diritto, dove in particolare i candidati alle naturalizzazioni hanno diritto a delle procedure corrette e trasparenti. L’iniziativa inoltre vuole trasformare la procedura di naturalizzazione in un atto puramente politico. Le soluzioni proposte dall’iniziativa popolare in materia di naturalizzazioni non sono né convincenti né opportune. Si chiede infatti di prevedere il voto popolare sulle naturalizzazioni a livello comunale, impedendo qualsiasi limitazione alla competenza degli aventi diritto di voto a livello comunale di decidere la procedura e l’organo competente per accordare il diritto alla cittadinanza comunale. In base al diritto vigente è il diritto cantonale a prevedere l’autonomia comunale. Di fatto l’iniziativa priva i Cantoni della competenza di fissare a livello cantonale le procedure di naturalizzazione. L’altro aspetto discutibile dell’iniziativa è legato al fatto che le decisioni prese a livello comunale non dovrebbero essere motivate e non sarebbero impugnabili davanti ad un tribunale, che non potrebbe dunque esprimersi sulla legalità delle decisioni prese. E’ facilmente ipotizzabile che i diritti individuali garantiti dalla Costituzione federale, in particolare il divieto di discriminazione, non possano più essere garantiti del tutto.
Anche l’iniziativa popolare “Sovranità del popolo senza propaganda di governo” presenta dei contenuti anacronistici e fuorvianti. L’iniziativa chiede infatti di limitare fortemente l’attività informativa del Consiglio federale e dell’Amministrazione federale prima delle votazioni popolari, consentendo unicamente le spiegazioni di voto del Consiglio federale e un breve comunicato alla popolazione da parte dei responsabili del dipartimento federale competente. L’AITI saluta favorevolmente il controprogetto del Parlamento federale, che potrà essere adottato qualora l’iniziativa popolare venisse respinta e che iscrive in particolare nella legge il dovere d’informazione del Consiglio federale e definisce i principi che stanno alla base dell’informazione fornita dalle autorità federali in vista delle votazioni popolari.
Secondo il parere dell’AITI non appare giudizioso limitare in maniera quasi paradossale il dovere d’informazione da parte del Consiglio federale, del resto sancito dalla Costituzione. Dovendo naturalmente agire negli opportuni limiti imposti dalla Costituzione e dalle leggi, qualora l’iniziativa venisse accolta dal popolo il Governo non potrebbe di fatto fornire alcuna spiegazione durante l’evoluzione della campagna di votazione e non potrebbe rispondere ad eventuali critiche e accuse. Verrebbe impedito insomma ai cittadini di formarsi una libera opinione ascoltando tutti i pareri e di raccogliere le necessarie informazioni in tutta libertà.
L’AITI esprime parere contrario anche all’articolo costituzionale “Per qualità ed economicità nell’assicurazione malattie”, che funge da controprogetto all’iniziativa popolare “Sì al ribasso dei premi delle casse malati nell’assicurazione di base”, poi ritirata. Pur salutando positivamente la messa in evidenza in particolare degli aspetti legati alla qualità e all’economicità delle cure e della garanzia di cure sanitarie accessibili a tutti e a prezzi adeguati, l’AITI deplora che l’articolo costituzionale sia stato adottato in tutta fretta dal Parlamento senza coinvolgere in particolare i Cantoni e altre cerchie interessate. Il modo di agire scelto dal Parlamento secondo l’AITI non favorisce una presa di decisioni coordinata e rispettosa delle prerogative dei singoli attori del sistema sanitario, ad iniziare dai Cantoni.

