Colpite pesantemente le imprese ed i consumatori
Rincaro del prezzo dellʼenergia elettrica a seguito dellʼaumento delle tariffe dellʼAET
Il rincaro del prezzo dellʼenergia elettrica a seguito dellʼaumento delle tariffe dellʼAET, che si aggiunge al mantenimento, nellʼambito della nuova legge cantonale sullʼapprovvigionamento elettrico, di una tassa sullʼuso del suolo pubblico anche successivamente allʼapertura del mercato elettrico e del prospettato aumento dei canoni dʼacqua, si configura di fatto come un importante aumento delle entrate dellʼente pubblico a carico di tutti i consumatori.
Lʼannunciato aumento di 3,5 centesimi (che corrisponde ad un incremento del 60%) al chilowattora delle tariffe praticate dallʼAzienda elettrica ticinese ai distributori significa maggiori introiti per unʼottantina di milioni di franchi a favore dellʼente pubblico, proprietario di fatto dellʼAET. In una fase economica e congiunturale decisamente difficile, che comporta gravi conseguenze per le imprese, in particolare del settore industriale e purtroppo anche una serie di licenziamenti, questa maggiorazione pesante non fa che aumentare i costi complessivi a carico delle aziende e mette ulteriormente sotto pressione la loro capacità competitiva.
Pur considerando le motivazioni apportate a sostegno degli aumenti tariffali, che andranno in ogni caso pienamente verificate, AITI e Camera di commercio, dellʼindustria, dellʼartigianato e dei servizi del cantone Ticino ritengono inopportuno peggiorare una condizione quadro competitiva del cantone Ticino – vale a dire proprio il prezzo dellʼenergia elettrica – quando invece altri Cantoni in un contesto complessivo stanno facendo passi avanti per migliorare la competitività del proprio territorio. Il Consiglio di Stato in primo luogo, deve essere consapevole che questi incrementi equivalgono di fatto ad aumenti dʼimposta, che penalizzano tutti i consumatori in un momento economico e congiunturale estremamente difficile. In questo senso bisogna essere in chiaro sul fatto che da un lato sono state adottate misure con le quali si vuole intervenire contro la crisi economica, a sostegno pertanto delle imprese e dei cittadini, mentre dallʼaltro lato con lʼaumento delle tariffe dellʼenergia elettrica, e non solo questo, si colpiscono proprio questi soggetti.
Dalla recente risposta del Consiglio di Stato ad unʼinterrogazione del deputato al Gran Consiglio Fabio Regazzi e cofirmatari, orientata in particolare a sapere se sia opportuno aumentare così massicciamente le tariffe dellʼAET in un periodo congiunturale poco favorevole, non sembra emergere la piena consapevolezza del momento difficile vissuto da molte imprese ticinesi, per le quali un aggravio pesante dei costi energetici rischia di pregiudicare la possibilità di riagganciare rapidamente la ripresa economica quando essa si manifesterà.
Ammesso e non concesso che lʼaumento delle tariffe AET sia pienamente giustificato, si sarebbe ad esempio potuto dilazionare e contenere tale aumento su un arco di tempo maggiore, in linea con la prospettata apertura del mercato elettrico a tutti i consumatori a partire dal 2014. Eʼ ragionevole attendersi un segnale politico da parte del Consiglio di Stato, chiamato a nostro giudizio a non trincerarsi semplicemente dietro la politica aziendale dellʼAET.
Un recente studio dellʼUfficio federale dellʼenergia e dellʼAssociazione svizzera delle aziende elettriche, evidenzia che il Ticino è in Svizzera il Cantone che preleva maggiori imposte sullʼelettricità a favore dei Comuni. Considerando come il prezzo dellʼelettricità, a seguito anche dellʼincremento della domanda, sia tendenzialmente in aumento, è lecito attendersi che entro pochi anni il cantone Ticino potrà perdere il suo vantaggio concorrenziale rispetto ad altri Cantoni in materia di prezzo dellʼelettricità.
AITI e Camera di commercio, dellʼindustria, dellʼartigianato e dei servizi del cantone Ticino ritengono pertanto che lʼaumento delle tariffe AET potrebbe essere ragionevolmente ridotto della metà, cioè 1,75 centesimi al chilowattora rispetto ai 3,5 centesimi al chilowattora prospettati da AET nei contratti sottoposti alle aziende di distribuzione. Ci pare questa una misura che terrebbe comunque conto delle esigenze dellʼAET e che permetterebbe in ogni caso allo Stato di incassare diversi milioni di franchi in più rispetto alla situazione attuale.
Per quanto concerne il mantenimento di una tassa sullʼuso speciale del suolo pubblico, quale sostituzione delle cosiddette privative, così come previsto dalla Legge cantonale sullʼapprovvigionamento elettrico appena approvata dal Gran Consiglio, appare comunque legittimo auspicare che tali prelievi fiscali vengano a cadere nel tempo, tanto più che fino alla fine del 2013 i Comuni potranno continuare a prelevare la cosiddetta privativa, che procurerà loro circa trentacinque milioni di franchi allʼanno a partire dal 2014, rispetto ai 40 milioni che incasseranno annualmente fino alla fine del 2013.

