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03.10.2008
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Keywords:
Congiuntura, energia elettrica
AITI: di tutto un po'
Molti, moltissimi, i temi dettati dall’agenda politica ed economica al vaglio dell’associazione degli industriali.
In un’impegnativa prossima riunione del suo Comitato, l’AITI dibatterà infatti della crisi dei mercati finanziari e dei possibili riflessi sulla congiuntura industriale e, pure, dei grandi timori riferiti all’innalzamento repentino dei costi dell’energia elettrica.
Molti, moltissimi, i temi dettati dall’agenda politica ed economica al vaglio dell’associazione degli industriali. In un’impegnativa prossima riunione del suo Comitato, l’AITI dibatterà infatti della crisi dei mercati finanziari e dei possibili riflessi sulla congiuntura industriale e, pure, dei grandi timori riferiti all’innalzamento repentino dei costi dell’energia elettrica. Alcune imprese segnalano infatti già sin d’ora le prime difficoltà congiunturali dei loro clienti esteri (europei e non) ed esprimono grande malumore per le possibili ripercussioni sui costi generali d’impresa, dovute ai cospicui annunciati aumenti dei costi dell’energia.
In un periodo dell’anno in cui, solitamente, ci si trova a dover affrontare le trattative salariali di fine anno, ciò non contribuisce a mantenere serenità all’interno del settore. Qualche flebile speranza viene invece espressa sul fronte delle finanze cantonali che, grazie anche alle sopravvenienze attive rese note nei giorni scorsi, stanno gradatamente migliorando. Non nella loro struttura certo, purtroppo ancora deficitaria, ma almeno nel conto economico 2008.
L’AITI a questo proposito si augura che i residui della manovra finanziaria, man mano modificata e ridotta nelle sue dimensioni dal Consiglio di Stato e che, modificata appunto, verrà conglobata nel messaggio sul Preventivo ’09, non ricomprendano più nelle sue forme originali l’aumento dell’imposta alla fonte per il personale frontaliero. Un aggravio di 4.2 Mio a favore del Cantone e 4 Mio a favore dei Comuni - questa era la proposta ad inizio luglio – che mal si concilierebbe con le difficoltà vissute dalle imprese nel far fronte agli adeguamenti salariali di fine anno, già oggi fortemente condizionati, non solo e non tanto dalla malacongiuntura, quanto piuttosto dal secondo anno consecutivo di apprezzamento dell’euro nei confronti del franco svizzero. Una contingenza non da poco, per i frontalieri ed i loro datori di lavoro, per mantenere il più possibile inalterato il potere d’acquisto dei salari.
L’aumento dell’imposta alla fonte giungerebbe infatti in un momento particolarmente sfavorevole, tanto più che crescono sensibilmente i timori per il mantenimento della libera circolazione delle persone in ambito CH/UE.
Qualche buon auspicio, al contrario, sembra trasparire dall’analisi dettagliata che l’AITI si appresta ad effettuare a proposito degli argomenti di natura finanziaria e/o fiscale nell’agenda del Governo cantonale e, quando sarà il caso, del Parlamento. In particolare l’analisi e gli approfondimenti riguarderanno:
- la consultazione in atto sulla “Legge sul freno ai disavanzi pubblici”,
- l’annunciato progetto di modifica della Legge tributaria tesa ad alleviare la doppia imposizione delle imprese,
- il messaggio concernente la concessione di ammortamenti accelerati per nuovi investimenti,
- la riforma della Cassa pensione dei dipendenti dello Stato,
- la revisione della Lord e della legge sugli stipendi del personale dello Stato, che vorrebbero introdurre, tra l’altro, anche il principio più volte evocato dell’AITI, riferito al merito.
Nel breve periodo, quindi, manovra finanziaria (o ciò che ne resta) con il pericolo di un inaccettabile aumento dell’imposta alla fonte per i frontalieri e, nel medio periodo, tanta materia di approfondimento per l’AITI, nello scenario di una campagna per il mantenimento della libera circolazione delle persone che, almeno in Ticino, si annuncia più che impegnativa.



