Progetto fiscale 17 e strategie cantonali: analisi della situazione intercantonale e conseguenze per il Canton Ticino

Ha avuto luogo giovedì 21 giugno la conferenza stampa indetta da AITI per la presentazione dello studio relativo al Progetto fiscale 17 e alle conseguenze che avrà per il cantone Ticino, elaborato dal Centro di competenze tributarie della SUPSI.

Ad aprire l’incontro è stato il Presidente di AITI, Fabio Regazzi, che ha fornito uno sguardo sull’importanza del tema della fiscalità e dei motivi per cui un sistema fiscale competitivo è indispensabile sia a livello nazionale che cantonale. Regazzi, dopo aver ricordato che negli ultimi anni il popolo svizzero e ticinese si è più volte espresso a favore di un sistema fiscale competitivo, ha voluto sottolineare alcuni dati significativi: il nostro Cantone dipende in maniera superiore ad altri Cantoni dalla presenza di buoni contribuenti. Infatti, circa il 25% dei contribuenti (50’000 persone residenti) sono esonerate dal pagamento delle imposte. Per contro, una netta minoranza – 18’316 persone su 350’000 (5,23%) – paga oltre il 56% del gettito fiscale derivante dalle persone fisiche. A livello di imposte sulla sostanza e sul capitale il divario è perfino più marcato: l’1% dei contribuenti paga il 60% delle imposte mentre l’82% dei contribuenti è esente dal pagamento delle imposte sulla sostanza. Non meno importante è il ruolo delle aziende e società sottoposte a tassazione speciale; il gettito fiscale che deriva da queste realtà permette allo stato di svolgere i propri compiti a favore della collettività. Non da ultimo ha lanciato un allarme: la disponibilità economica del ceto medio è erosa dall’aumento dei costi, in particolare da quelli legati alla salute e alla sanità. Questo “serbatoio fiscale” non è infinito ed è messo seriamente a rischio.
Regazzi ha concluso il suo intervento ricordando che la competitività fiscale è un cantiere in continua evoluzione e che rispetto a quanto avvenuto in passato, nessun Cantone può permettersi di marciare sul posto.

A prendere la parola sono stati quindi gli autori dello studio: Marco Bernasconi (professore SUPSI, PhD, Dottore di ricerca), Donatella Negrini (docente SUPSI, Dottoressa in scienze giuridiche) e Samuele Vorpe (Responsabile del Centro di competenze tributarie della SUPSI). I dati emersi sono allarmanti: le proiezioni elaborate dalla SUPSI mostrano che il Ticino, già oggi nella seconda metà della classifica relativa all’imposizione dell’utile delle persone giuridiche, sprofonderebbe verso il fondo della graduatoria in seguito all’adozione del Progetto fiscale 17. Questo anche nel caso in cui si concretizzasse la prevista riduzione progressiva dell’aliquota sugli utili delle imprese dal 9% al 6%.

Attualmente la media nazionale per l’onere fiscale complessivo (federale, cantonale e comunale) dell’imposta sull’utile è del 17,7%. Con il Progetto fiscale 17 la media scenderà al 13,9%. In Ticino, dove ora l’aliquota complessiva ammonta al 20,7%, si passerebbe ad un’imposizione complessiva del 16,8%. Malgrado questa diminuzione, dall’attuale 18mo rango il Ticino si ritroverebbe al 24mo posto. Una delle possibili soluzioni individuate dallo studio è quella di introdurre un moltiplicatore differenziato per le persone fisiche e quelle giuridiche a livello comunale. Questa soluzione garantirebbe una possibilità in più ai Comuni – non sarebbe obbligatoria – per disporre di maggiore margine di manovra nel tentativo di evitare la perdita di gettito fiscale e la partenza delle società a statuto speciale.

V’è un’evidente tendenza al sempre maggior peso della fiscalità federale rispetto a quella cantonale. L’imposta federale diretta è nata come imposta provvisoria e sussidiaria alle imposte cantonali e comunali. Nel tempo la tendenza si è invertita a scapito del federalismo fiscale sancito dalla legislazione federale in materia. Da questo punto di vista, il Progetto fiscale 17 della Confederazione non concorre a migliorare la situazione, anzi. Gli autori dello studio Supsi propongono di diminuire l’aliquota massima dell’imposta federale diretta, attualmente all’8,5 % invece che aumentare la quota parte dei Cantoni dal 17 % al 21,2 % come proposto nell’ambito del PF 17. Il Ticino dal punto di vista fiscale e degli introiti derivanti dalla quota parte dell’imposta federale diretta ne beneficerebbe maggiormente.

 

Lugano, 21 giugno 2018

 

Qui sono disponibili i documenti presentati in occasione della conferenza stampa:
Presentazione del Presidente AITI, Fabio Regazzi
Presentazione SUPSI
Lo studio “Progetto fiscale 17 e strategie cantonali”

I servizi dedicati dai media:

Il Quotidiano (21.6.2018)
Teleticino (21.6.2018)
Corriere del Ticino (21.6.2018)
Ticinonews (22.6.2018)